La costanza prima della vetta

by azione azione
11 Marzo 2026

Adrenalina: allenamenti, pazienti rinvii e forti motivazioni per Sergio Guslandi, Simone Rizzi e Mihai Banica che ritenteranno la sfida della Patrouille des Glaciers, nel mese di aprile di quest’anno

Chi la dura la vince. Anche se la loro avventura sulle creste Vallesane nell’ambito della Patrouille des Glaciers (un evento che si tiene a cadenza biennale e a cui avevamo del resto già dedicato una finestra in questa stessa rubrica nelle edizioni 14/2023 e 14/2024 di «Azione»), a tutti gli effetti devono ancora viverla, un importante traguardo loro l’hanno già tagliato. Dando prova, anche, di grande costanza. Perché due anni dopo aver dovuto accantonare, causa forza maggiore, il sogno di partecipare a quella che per gli appassionati di questo genere di competizioni è la «gara delle gare», Sergio, Simone e Mihai sono pronti a ripresentarsi al via della gara. Ancora più motivati e determinati di due anni fa, e con ancora più voglia di andare fino in fondo. L’appuntamento con la loro Patrouille des Glaciers 2026 è fissato per venerdì 17 aprile, giorno in cui è prevista la «finestra» per la partenza della loro squadra. Un mix di specialisti, ciascuno con le proprie particolarità, provenienti da regioni diverse, ma con un forte legame con il Ticino.

Non per voler scalareuna classifica ma per lavorare sul proprio limite personale da spostare ancora un po’ più avanti

Loro, per esteso, sono Simone Rizzi, il momò del gruppo, nato a Balerna e poi spostatosi a Novazzano; Sergio Guslandi, nato e cresciuto a Locarno e ora trasferitosi oltre San Gottardo (di casa a Losanna, lavora a Lucerna); e Mihai Banica, di origini italiane ma residente pure lui a Losanna. A cui si aggiunge la riserva Marco Cavadini, ticinese «doc», pronto a entrare in gioco qualora uno degli altri componenti della squadra dovesse per un motivo o per l’altro gettare la spugna. «Per ora ci stiamo allenando in altre zone, poi, come avevamo del resto fatto anche due anni fa, nelle ultime settimane di uscite, ci concentreremo sulla regione che farà da sfondo alla gara vera e propria, per familiarizzare con quelle che saranno le particolarità specifiche del tracciato le quali, ovviamente, variano e non di poco da un anno all’altro, e pure in funzione delle condizioni meteorologiche» ci racconta Sergio, che raggiungiamo telefonicamente mentre assieme ai suoi compagni di avventura si sta recando alle Portes du Soleil per una delle diverse uscite che ne hanno caratterizzato la marcia di avvicinamento all’edizione 2026 della Patrouille des Glaciers. «Pensavamo di doverci allenare in mezzo a un mare di nebbia e invece stavolta lo potremo fare in una giornata di sole splendente. Condizioni ideali per prepararci, anche se in gara dovremo essere pronti a fronteggiare situazioni più complicate. Beninteso, qualora le condizioni dovessero essere tali da dare adito a dubbi relativi a sicurezza e incolumità dei partecipanti, la gara non si disputerebbe, come è appunto successo due anni fa. In concreto, gli organizzatori sono molto attenti all’aspetto della sicurezza: qualora non vi siano i presupposti per l’evacuazione di una persona o una squadra con l’elicottero in qualunque momento e in qualunque tratto della gara, allora la stessa viene annullata».

Sergio Guslandi, in primo piano, segue Mihai Banica e Simone Rizzi

A portare i tre più uno, al via di una gara come la Patrouille des Glaciers, non è tanto la voglia di confrontarsi con altre squadre in una competizione al di fuori degli schemi abituali, ma semmai per mettersi alla prova in una sfida prima di tutto con sé stessi: «La Patrouille des Glaciers, per gli appassionati di questo genere di competizioni, è un po’ come la regina di tutte le prove, una sorta di mito capace di attirare ogni volta gente da tutto il mondo (le squadre iscritte sono oltre 1200)». «Non abbiamo particolari ambizioni di classifica, ma vogliamo arrivare fino in fondo a questa gara – gli fa eco Simone – e, possibilmente, arrivarci con un tempo che ci faccia onore».

Le premesse, a ogni conto, non dovrebbero far loro difetto, visto che per ingannare il tempo, in questi due anni di attesa tra un’edizione non disputata e quella che dovrebbe andare finalmente in scena a metà aprile, hanno continuato le loro uscite e gli allenamenti: «Le uscite sono state logicamente meno assidue, ma non siamo certo rimasti con le mani in mano» riprende Sergio. «Non ci siamo certo annoiati! Anzi, più l’età avanza, più il tempo passa velocemente».

Proprio Sergio, a proposito della Patrouille des Glaciers, accarezza un sogno particolare: «Mi piacerebbe, un domani, mantenermi in una forma sufficiente per poterci tornare e gareggiare in squadra con i miei figli, una volta raggiunta la maggiore età, necessaria per poterci partecipare (Matteo, il più grande, quest’anno ne compie 16, per cui ci siamo quasi… mentre per gareggiare con Emma, dovrò restare in forma almeno fino al 2030)».

Concretamente, Mihai e compagni saranno al via della gara “piccola”, che si sviluppa su una distanza di 30 km con un dislivello positivo di 2200 m: «In tutto stimiamo di completare la gara in sei ore» racconta quest’ultimo. «Per sicurezza, al momento delle iscrizioni, siamo stati abbondanti nella stima del tempo necessario, e abbiamo indicato otto ore. Questo ci ha garantito il diritto di partire qualche ora dopo mezzanotte di venerdì». Ideale per raggiungere il primo “cancello” entro i tempi fissati dagli organizzatori per poter proseguire la gara: «Il primo “cancello” è quello che richiede una performance più sostenuta: avremo un’ora e tre quarti per raggiungere il primo punto di controllo a 3,6 km e 750 m di dislivello. Poi, gli altri “cancelli”, sarà sufficiente passarli entro una certa ora limite per assicurare l’arrivo di tutti, a Verbier nel primo pomeriggio del sabato».

Ognuno ha le sue particolarità, chi più forte su un determinato tipo di terreno, chi su un altro «Simone, almeno due anni fa, era quello che, fra noi tre, presentava globalmente le caratteristiche per tirare il gruppo un po’ su tutte le tratte. È come… un motore diesel: una volta trovata la velocità di crociera, poi difficilmente la perde, indipendentemente, o quasi, da come cambia il terreno in cui si sta muovendo. Considerati i chilometri nelle gambe accumulati da Sergio in questi due anni di attesa, però, ora anche lui ha i suoi atout: il suo passo lungo è una garanzia in particolare nei tratti pianeggianti. Lì sarà anche fondamentale scegliere la tattica giusta, se procedere con le pelli di foca, con la tecnica dello skating, o, ancora, camminando e con gli sci in spalla. Mihai, in quanto dottore, è il dietista del gruppo, e volentieri fa esperimenti con torte e snack proteici per il dopo, e bevande e barre energetiche per il prima e durante».