La nuova piattaforma permette di lasciare una donazione in un negozio a disposizione di una persona in stato di bisogno che vive in Ticino
Si chiama WeSherpa la startup che mira a rivoluzionare il modo di donare, unendo donatori, beneficiari e un terzo attore costituito dagli esercizi commerciali interessati, in un unico circuito, digitalizzato e basato sulla località , in modo da far sì che questo gesto possa essere quotidiano, trasparente ed immediato. Ma, concretamente, come funziona tale nuovo modello di solidarietà digitale? «Il funzionamento è semplice e allo stesso tempo innovativo – afferma Pierfranco Sofia, CEO & fondatore di WeSherpa – quando acquisti in un negozio partner, puoi scegliere di lasciare una donazione scansionando il QR alla cassa ed inserendo l’importo scelto. La donazione verrà istantaneamente digitalizzata e convertita in un credito sospeso all’interno di quell’esercizio commerciale e potrà essere utilizzata da un beneficiario certificato per acquistare beni e servizi di prima necessità , come alimentari, farmaci, corsi di formazione ma anche attività socializzanti».
Per garantire che i potenziali destinatari della donazione siano effettivamente persone bisognose, la startup collabora con un ente sociale, l’associazione Frequenze di Chiasso, attiva da anni nel sostegno a persone in difficoltà , che si occupa appunto di verificare lo stato di necessità , oltre che di individuare altri possibili beneficiari di questo nuovo progetto di solidarietà ed invitarli a farne parte. «Tutti possiamo ovviamente essere donatori, mentre per essere beneficiari bisogna essere autorizzati da un ente sociale che è partner della piattaforma WeSherpa – puntualizza Pierfranco Sofia – un meccanismo che si rispecchia concretamente nel funzionamento della nostra web app, che è accessibile dal browser; se sei un donatore, puoi liberamente effettuare una donazione attraverso il QR code e registrarti, se invece vuoi usufruire delle donazioni, l’attivazione del sistema come beneficiario sarà successiva alla verifica da parte di Frequenze». Beneficiario che potrà localizzare tramite l’applicazione le donazioni disponibili, prenotare quella che gli interessa e recarsi nel relativo negozio per effettuare il proprio acquisto. Il 100% di ogni donazione diventa un credito esigibile dai beneficiari. «Tuttavia quando un beneficiario desidera riscattare un credito di donazioni pari ad esempio a 10.-, deve presentarsi alla cassa con un acquisto complessivo di almeno 12.-, in modo da pagare di tasca propria una piccola parte, pari al 20%. Questo da un lato perché riconosciamo che in Svizzera abbiamo un sistema sociale, finanziato dalle tasse, il quale sostiene le persone in difficoltà , che non vivono quindi – per fortuna – in una situazione di povertà assoluta, e dall’altro per dare un valore alle donazioni stesse ed evitare che se ne faccia un uso improprio; in questo modo lo sforzo del donatore e quello del beneficiario sono paragonabili», spiega il fondatore di WeSherpa, progetto di cui Percento Culturale Migros Ticino, assieme alla Città di Chiasso, è partner istituzionale.
Da questo sistema, di fatto, non ci perde nessuno. I negozi (i quali dal canto loro versano una piccola percentuale, dal 2 al 5%, alla startup, per coprire i costi di gestione del sistema) hanno la possibilità di fare dell’inclusione sociale, il donatore ha la garanzia che si tratti di un sistema certificato e che le persone che ne usufruiscono siano effettivamente in una situazione di difficoltà economica e vivano in Ticino. Queste ultime, oltre ad avere un vantaggio economico, possono scegliere tra varie offerte i beni essenziali di cui hanno davvero bisogno. «Queste persone tornano così ad avere un potere d’acquisto basato sulla scelta, che non è poca cosa. Una persona in condizione di bisogno tende infatti a decidere solo ed esclusivamente in funzione del costo. Così invece può andare nello stesso negozio in cui il donatore dona e scegliere ciò che veramente gli serve», commenta il nostro interlocutore. Questo non solo facilita l’accesso ai beni, ma restituisce un senso di autonomia e dignità ; un aiuto concreto alle famiglie bisognose che prende avvio con un semplice gesto alla cassa, che va nella direzione della redistribuzione del potere d’acquisto, da parte di clienti che contribuiscono così a sostenere la propria comunità .

Il QR Code che si trova nei negozi che aderiscono alla rete WeSherpa
L’idea che sta alla base del circuito WeSherpa è nata dalla constatazione della difficoltà , che interessa fasce sempre più ampie di popolazione, ad accedere a beni e servizi primari, dato il costo elevatissimo della vita, e dall’intuizione che la soluzione a questo problema si potesse cercare nella redistribuzione del potere d’acquisto. Da questo punto di partenza si è poi sviluppato il progetto, il cui concetto non può non ricordare quello del più noto «caffè sospeso napoletano», l’usanza cioè di pagare un caffè in più per offrirlo a chi non può permetterselo, trasformando un gesto quotidiano in aiuto anonimo, che però – nel caso di WeSherpa – si sviluppa anche in una dimensione digitale. «Effettivamente abbiamo per così dire riciclato l’idea che in un esercizio commerciale il cliente possa lasciare un bene sospeso. Idea che, grazie alla digitalità e alla tecnologia, ’esplode’ in tutte le sue potenzialità – commenta il fondatore della startup che digitalizza quindi il concetto di economia sospesa – grazie alla nostra piattaforma, il cliente può lasciare in qualunque negozio aderente un qualunque credito a disposizione di una persona in stato di bisogno che vive in Ticino, la quale lo può vedere direttamente sul proprio cellulare ; il risultato è quindi un impatto immediato con ricaduta locale».
Queste – assieme a molte altre – sono le potenzialità del progetto, che si trova attualmente in fase di test della propria app sul territorio ticinese. «L’attuale fase ha preso avvio all’inizio di novembre e durerà fino alla primavera, permettendoci di raccogliere dati e feedback utili a consolidare la soluzione tecnica in vista del lancio ufficiale. Ad oggi abbiamo circa 50 donatori e 600 fr. donati e il nostro obiettivo è di raggiungere 100’000 franchi per finanziare 50 famiglie in stato di bisogno per circa 6 mesi – puntualizza Pierfranco Sofia – allo stato attuale quello però che ci preme è mostrare che esista effettivamente un interesse da parte sia delle persone a donare che dei negozi a stare nel sistema e questo anche nell’ottica di riuscire a trovare un finanziamento che ci consenta di portare avanti e sviluppare un progetto che secondo noi ha grandi potenzialità ». E questo è stato probabilmente intuito da parte dei commercianti, se si considera che, in un lasso di tempo relativamente breve, sono già una dozzina i negozi che hanno aderito all’iniziativa solidale. «Siamo contenti di come sia stato accolto e recepito il progetto finora, anche se al momento i negozi aderenti non sono di fatto tantissimi; d’altra parte quello su cui ci stiamo focalizzando è l’aspetto tecnologico – spiega il fondatore di WeSherpa – abbiamo infatti in mente numerosi sviluppi per il nostro progetto, al momento in fase embrionale, che la tecnologia ci aiuterà a concretizzare».
Tra questi filoni di sviluppo c’è la volontà di implementare le donazioni non solo da un negozio ma pure da casa propria o da qualunque altro luogo, e di includere le donazioni istituzionali. «L’idea è che le aziende possano fare la loro parte per sostenere la comunità effettuando donazioni attraverso la rete WeSherpa – precisa Pierfranco Sofia – donazioni che in tal caso verranno ripartite in tutti i negozi della rete in maniera algoritmica , così che dove ci sono stati più riscatti di donazione arriveranno più crediti».
Il nuovo approccio alla solidarietà di cui stiamo parlando potrebbe essere comparato con i modelli di donazione alle casse presenti in alcune grandi catene di negozi o di esercizi pubblici. «La grande differenza è che nel caso di queste strategie di fundraising tu non stai donando al negozio, ma ad un’associazione, una fondazione, ecc. che, grazie al negozio, cerca capitale – conclude Pierfranco Sofia – nel nostro caso, dietro ci sta un modello di business diverso; noi facciamo in modo che tu possa depositare una donazione nelle casse del negozio, quindi, tu non doni a WeSherpa, ma con WeSherpa. Utilizzi cioè uno strumento, con il quale sai che la tua donazione è trasparente: ogni credito è tracciabile, verificabile e locale, nel senso che chi ne beneficia sono le persone in stato di bisogno della tua realtà . Ed infine è efficiente, dal momento che il 100% del tuo contributo andrà solo a chi ne ha veramente bisogno».
