Emma Carroll-Lauren Child: La piccola fiammiferaia brilla ancora
Giralangolo (Da 10 anni)
La letteratura per l’infanzia contemporanea ci offre spesso rivisitazioni di fiabe, e talvolta con esiti molto interessanti, come nel caso di questo volume dal bel titolo italiano La piccola fiammiferaia brilla ancora, che addolcisce ma non smorza l’intenzione più rivendicativa dell’originale inglese The little match girl strikes back (con una connotazione che rimanda a una reazione, a una ribellione). Tuttavia, che la piccola fiammiferaia di questa storia non sia una fanciulla passiva, e non sia la povera bimba senza nome che intirizzita muore sulla strada la notte di Capodanno, andando in Cielo a raggiungere la nonna, «l’unica che era stata buona con lei», lo si capisce fin dalla copertina, dove campeggia il potente ritratto che ne fa Lauren Child, illustratrice di questo libro: un primo piano di ragazza dallo sguardo fiero e dai capelli fulvi, fiammeggianti come il fiammifero che tiene in mano. E se ne ha una conferma sin dalle prime pagine, dove è lei, la piccola fiammiferaia, a prendere la parola per raccontare la propria storia: «Non ci interessava la compassione della gente; volevamo avere la possibilità di costruirci una vita dignitosa e di essere noi, un giorno, a raccontare la nostra storia». Eccola dunque qui, Bridie Sweeney, a raccontare la sua storia: lei è sì, una piccola fiammiferaia, ma ha un nome e un cognome, ha una mamma che le vuole bene, nonostante sia stremata dalla sua vita di operaia in una fabbrica di fiammiferi, in condizioni terribili: quattordici ore di lavoro, a contatto con il fosforo bianco, sostanza altamente tossica. Emma Carroll colloca a Londra la sua vicenda, una Londra vittoriana che come ben sappiamo pullula di bambini costretti a guadagnarsi da vivere per strada, e la sposta qualche decennio più avanti rispetto al racconto di Andersen, che è del 1845: la storia di Bridie inizia la notte di Capodanno del 1888, così da includere un fatto realmente avvenuto nel 1888, ossia lo sciopero delle operaie della Bryant&May, una fabbrica di fiammiferi che si trovava nell’East End di Londra. La narrazione mantiene acutamente un rapporto ben saldo con la versione originale (ci sono ad esempio le pantofole della mamma, troppo grandi per i piedini di Bridie, e del monello che gliele ruba, c’è la scena della carrozza che quasi la investe) e l’autrice riesce a tenerci al contempo sia nella dimensione fantastica (i tre fiammiferi che danno vita alle tre visioni ci sono, e questo mondo onirico viene raccontato abilmente, senza creare disarmonia con il resto), sia nella dimensione di romanzo storico e di denuncia sociale. L’illustratrice ha lavorato su questa linea, fondendo anche lei fiaba e realtà, e disegna i suoi personaggi basandosi su foto d’epoca, aggiungendo al contempo dettagli fantastici, come la capocchia rossa, che i fiammiferi a quel tempo non avevano, ma che richiama, come lei stessa dice in postfazione, «sia i capelli fulvi di Bridie sia il fiero coraggio delle operaie in sciopero». Un libro, questo, che parla appunto del fiero coraggio e della forza delle donne di mettersi insieme per reagire ai soprusi, attraverso un’intelligente rivisitazione di un celebre classico, a cui viene dato, fortunatamente, un lieto fine.
Chiara Codecà: Dillo come Jane Austen
Giunti (Da 12 anni)
Sono passati più di due secoli e mezzo dal giorno in cui a Steventon, in Inghilterra, vide la luce una delle più straordinarie autrici inglesi. Straordinaria perché, a leggerla ora, la sua scrittura brillante, capace di raccontare l’animo umano con franchezza, humour e acuta profondità, resta attualissima.
Jane Austen, insomma, «non ha ancora finito di dire quello che ha da dire», secondo la celebre definizione che Umberto Eco diede dei veri classici. Per dare un primo assaggio della freschezza del suo stile alle lettrici e ai lettori che magari ancora non la conoscono (e anche per chi, più adulto, già ben la conosce ma è felice di tornarla a trovare, come si torna da una cara amica), esce questo delizioso piccolo libro, in cui Chiara Codecà (una delle massime esperte italiane della Austen, nonché traduttrice, per Bompiani, di Orgoglio e Pregiudizio) assembla una piccola eppure esaustiva raccolta di citazioni tratte dai romanzi e dalla corrispondenza privata dell’autrice. E le correda con commenti sobri ma precisi e illuminanti (in perfetto stile Austen), che non solo contestualizzano i brani di testo, ma ci aprono, sul mondo e sullo stile austeniano, prospettive interessanti e approfondite. Per scoprire che – crinoline a parte – ciò che leggiamo nei suoi romanzi riguarda, ancora, ognuno di noi.
