Esordi romanzeschi, carteggi ed erbari amatoriali, memoir, libro fotografico, biografie di pittori, racconti e testimonianze storiche tra le ultime uscite
Alberto Nessi
In cerca della luce
Edizioni Casagrande
Ai margini del Sud, la luce chiede conto. Si costruisce qui una mappa irregolare di presenze artistiche che hanno attraversato il Ticino nel primo Novecento, attirate da un Sud che prometteva libertà espressiva più che stabilità . Alberto Nessi, nel suo ultimo In cerca della luce (il cui sottotitolo è Storie di artisti venuti in Ticino) sceglie il racconto come forma di prossimità : non ricostruisce carriere, ma si avvicina a esistenze segnate da scelte radicali, da una fedeltà ostinata al fare artistico, spesso pagata con isolamento e povertà .
I pittori (tra i nove di cui si parla nel libro e dei quali compaiono alcune opere, vi è anche una pittrice), spiriti inquieti, non vengono idealizzati, emergono piuttosto nel loro attrito con il mondo: astiosi verso l’accademia, individualità ombrose, esili interiori, internamenti, silenzi. I villaggi ticinesi entrano in queste traiettorie come elementi attivi, capaci di modificare lo sguardo e il gesto, fino a diventare materia stessa dell’opera. La scrittura procede per tocchi misurati, evitando l’aneddoto e lasciando spazio a una domanda che attraversa tutte le pagine: che cosa significa perseverare nella creazione, quando non offre né riparo né riconoscimento?
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Luca Villoresi
Un legame mai nato
Fontana Edizioni
In Un legame mai nato, la vicenda procede per piccoli scarti, attraverso ricordi, intuizioni e tensioni interiori che si accumulano pagina dopo pagina, mettendo il lettore di fronte a ciò che manca, a ciò che non è stato detto, a una verità rimasta sospesa troppo a lungo.
Nel suo romanzo d’esordio, Luca Villoresi segue una giovane protagonista impegnata in un confronto difficile con le proprie origini, evitando facili spiegazioni e puntando dritto sull’impatto emotivo delle scelte.
Più che sull’azione, il libro si concentra infatti sulle conseguenze: il peso delle omissioni, il senso di isolamento, il bisogno di capire da dove si viene per poter andare avanti, dove il passato non fa da semplice sfondo.
Si tratta dunque di una lettura che parla di identità , di assenze e di scelte difficili, senza cercare scorciatoie.
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Miriam Nicoli
Alba de Céspedese Adriana Ramelli
FrancoAngeli
Un modo discreto di fare storia è quello di seguire il filo di una lettera, poi quello di un’altra, e accorgersi che – tra saluti, confidenze, scarti d’umore – si compone un’idea di mondo. Succede nel volume Alba de Céspedes e Adriana Ramelli. Due intellettuali del Novecento di Miriam Nicoli (FrancoAngeli, 2025), ricercatrice di Mendrisio, che edita e legge il carteggio nato a Lugano nel 1954 tra Adriana Ramelli, alla guida della Biblioteca cantonale luganese, e Alba de Céspedes, scrittrice italo-cubana di risonanza internazionale.
Nelle missive, distese su quasi quattro decenni, tornano domande sul lavoro intellettuale, sulla scrittura come mestiere e necessità , e sul «posto» delle donne – in casa, nelle istituzioni, nello spazio pubblico. Ne esce un doppio ritratto: due voci autonome, allergiche alle gerarchie di genere, capaci di fare dell’amicizia un laboratorio critico.
Nicoli, formata a Losanna, ricostruisce anche il contesto: reti e scambi culturali fra Italia e Svizzera nel dopoguerra, conferenze, editoria. E restituisce a Ramelli una biografia intellettuale finalmente a fuoco, figura decisiva per la presenza dell’italiano e della cultura italofona nel nostro Paese.
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Marco D’Anna
Passages
Artphilein Editions
All’orizzonte, quasi inghiottite dalla luce, scorrono navi che sembrano immobili. In Passages Marco D’Anna – fotografo noto e attivo da anni nell’area luganese e già nostro collaboratore – concentra l’attenzione sulle grandi vie marittime del commercio contemporaneo e sceglie la distanza come misura dello sguardo: i cargo appaiono minuscoli, sospesi tra mare e cielo, presenze che chiedono tempo.
Il libro, pubblicato da Artphilein Editions, attraversa i corridoi oceanici trasformandoli in paesaggio mentale. Le imbarcazioni diventano segni di una trama estesa e poco percepibile che collega continenti, materie, fasi produttive e distribuzione. Ogni immagine rimanda a tragitti ripetuti, a passaggi che precedono l’oggetto quotidiano e ne raccontano la complessità .
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Danilo Treccani
Il bambino che sparì dietro l’armadio
Pubblicazione indipendente
Un nascondiglio domestico, scelto per sparire e, nello stesso gesto, per farsi notare: da lì prende avvio un racconto che non cerca alibi né pietà , ma parole precise. Il bambino che sparì dietro l’armadio è un memoir in cui il malcantonese Danilo Treccani intreccia infanzia e maturità , seguendo un filo che porta fino a una diagnosi arrivata tardi: l’ADHD, finalmente nominato, rilegge a ritroso inquietudini, disallineamenti, cadute.
Il libro alterna scene nette e riflessioni: la scuola come luogo ostile, la fatica di stare «al passo», le ferite incise nella propria anima da esclusione e derisione, la ricerca di strategie di sopravvivenza che a volte diventano dipendenze. Sullo sfondo, ricorrono paesaggi e dettagli del Ticino – non cartoline, ma punti d’appoggio emotivi – insieme ad altri luoghi che segnano i passaggi di vita dell’autore narratore.
Treccani è informatico, viaggiatore, vigile del fuoco, e pure fotografo, tant’è che si sente nella scrittura una sensibilità visiva, fatta di tagli rapidi e immagini che restano. Il risultato non è un saggio educativo né un manifesto: è una testimonianza che prova a trasformare la neurodivergenza in materia narrativa, e la fragilità in una forma di chiarezza.
