Il progetto SpazioDiRosa di Pro Familia Svizzera italiana promuove buone pratiche basate sulla parità per conciliare lavoro e famiglia
La cura è una competenza che fa crescere anche l’azienda. È questo uno dei messaggi lanciati attraverso il progetto SpazioDiRosa, promosso da Pro Familia Svizzera italiana per sensibilizzare neogenitori e imprese sui diritti dei primi e le buone pratiche che le seconde possono mettere in atto per favorire la conciliabilità fra lavoro e famiglia. SpazioDiRosa è innanzitutto un manifesto destinato alle aziende e concepito per promuovere attraverso informazioni puntuali la consapevolezza di lavoratrici e lavoratori sui propri diritti in qualità di genitori. Lo affiancano una locandina con il medesimo taglio ma rivolta ai neogenitori e una cartolina che questi ultimi possono portare in azienda. Presentata lo scorso 25 gennaio alla Filanda a Mendrisio, l’iniziativa è un omaggio all’infermiera pediatrica Rosa Gatto, attiva nel Mendrisiotto e prematuramente scomparsa nel 2022. A lei l’associazione, rivolgendosi alle autorità di Mendrisio, propone di intitolare un parco giochi o uno spazio pubblico destinato alle famiglie.
Da qualche settimana, sul posto di lavoro così come nei luoghi frequentati dai neogenitori, è possibile essere attratti dal variopinto materiale informativo. Congedi, pause per l’allattamento e per tirare il latte, turni notturni sono alcuni dei temi spiegati secondo le normative vigenti nei vari box. Altre caselle sono dedicate alle buone pratiche, non regolamentate dalla legge ma applicabili a discrezione dalle aziende a favore delle loro risorse umane. La flessibilità è di sicuro una misura che facilita l’accudimento. Basti pensare al telelavoro, all’occupazione a tempo parziale, o ancora alla concessione di congedi non pagati. Non a caso i diritti sono contrassegnati da un asterisco, le buone pratiche da un cuore.
«Ci rivolgiamo in particolare alle piccole e medie imprese – spiega Laura Semini-Fieni di Pro Familia Svizzera italiana – presenti in modo massiccio sul territorio ticinese e a volte, proprio a causa della loro dimensione, meno strutturate nella gestione delle risorse umane e magari poco informate sulle misure di conciliabilità fra lavoro e famiglia. Viviamo inoltre in un contesto di calo delle nascite e se vogliamo davvero invertire questa tendenza dobbiamo iniziare a guardare alla maternità e alla genitorialità in modo diverso: non più come una questione privata, ma come una responsabilità collettiva e condivisa che coinvolge tutti gli attori sul territorio, incluse le aziende».
Nel manifesto è inserito un codice QR che rimanda a una piattaforma con tante risorse utili (articoli, quiz, indirizzi) per chi cerca una migliore conciliazione vita-lavoro. La collaborazione con il Servizio per le pari opportunità del Cantone Ticino ha portato all’elaborazione della locandina da distribuire nei luoghi frequentati dalle famiglie. Da rilevare che la nuova azione di Pro Familia Svizzera italiana si inserisce in un contesto più ampio di promozione della conciliabilità fra vita privata e lavoro. Laura Semini-Fieni: «L’associazione dispone ad esempio a livello nazionale del programma di certificazione Family Score, un sondaggio gratuito per le aziende che permette di valutare le proprie politiche di conciliazione vita-lavoro. Sul sito dell’associazione si trovano anche esempi di misure, non per forza costose, che i datori di lavoro possono mettere in atto per aiutare il proprio personale a trovare un migliore equilibrio».
SpazioDiRosa nasce invece dal contatto personale con le realtà della maternità di Gilda Gobbi, levatrice attiva in ospedale e, sempre a Mendrisio, nello Studio AMNIOS, partner del progetto, sostenuto anche dall’Ufficio Famiglie e Giovani del Canton Ticino. «Rosa Gatto è stata una figura carismatica e all’avanguardia che ha sostenuto numerose famiglie nella regione», afferma l’ideatrice. «Infermiera pediatrica, naturopata e consulente per l’allattamento, era parte dello Studio AMNIOS e desideravo rendere omaggio alla sua persona con un’iniziativa che riflettesse il suo spirito e la sua attività. Il manifesto elaborato con Pro Familia Svizzera italiana è un’ottima soluzione, poiché è uno strumento flessibile i cui contenuti possono essere adattati ai cambiamenti legislativi». Anche Gilda Gobbi insiste sulla ricchezza che rappresenta la maternità per la società. Nella sua esperienza quotidiana, maturata in oltre vent’anni, continua a constatare quanta pressione il mondo del lavoro eserciti sulle neomamme. Per questo motivo è essenziale che i genitori siano informati su quali possibilità la legge assicura loro per prendersi cura dei figli, in particolare nei primi mesi di vita. Prosegue la levatrice: «Seguiamo le donne/coppie dalla gravidanza al post parto per diversi mesi e spesso ci ricontattano proprio al momento della ripresa del lavoro. La nascita del primo figlio, come pure l’ingrandirsi della famiglia, comporta grandi cambiamenti con conseguente affanno a livello organizzativo. È quindi essenziale che la responsabilità e la cura del neonato siano condivise da entrambi i genitori. Il sostegno pratico ed emotivo del padre è importante e su questo aspetto insisteva molto anche Rosa dedicando loro un incontro specifico durante i corsi pre parto».
L’ispiratrice del progetto SpazioDiRosa è stata evocata a più riprese durante l’evento di gennaio anche da parte di madri che hanno beneficiato del suo sostegno. Ad «Azione» ha fornito la sua testimonianza Lisa Toniolo, madre di quattro figli fra gli 8 e i 13 anni. Di Rosa ricorda la grande disponibilità e il carattere schietto che con umiltà e rispetto puntava al concreto. «Di fronte a una difficoltà o a un momento di fragilità – precisa Lisa Toniolo – al di là della sua competenza professionale, metteva a disposizione la sua umanità per discutere e trovare insieme una risposta. Insisteva sull’importanza dell’allattamento quale momento privilegiato nello sviluppo della relazione madre-figlio così come sulla necessità di un cambiamento di mentalità. Per questo dedicava pure molta attenzione al ruolo del padre». Ribadito ancora una volta anche il contributo dell’accudimento al bene della società. «Purtroppo – conclude l’intervistata – manca ancora un riconoscimento culturale collettivo alla cura e all’accudimento».
Oltre a presentare con grande successo di pubblico il progetto SpazioDiRosa, alla Filanda nella medesima occasione Pro Familia ha reso nota la richiesta rivolta alle autorità della Città di Mendrisio: valutare l’intitolazione di uno spazio pubblico a Rosa Gatto. Nella lettera si ricorda come nel corso di quasi quarant’anni l’infermiera pediatrica abbia rappresentato «una figura di riferimento per intere generazioni di famiglie del Mendrisiotto». A Mendrisio, dopo esperienze in diversi contesti ospedalieri cantonali e nazionali, fra i quali l’Universitätsspital di Zurigo, ha portato «competenze avanzate, uno sguardo moderno e un approccio fortemente orientato alla persona. Grazie anche al suo contributo, il reparto maternità dell’OBV è diventato negli anni un centro riconosciuto per qualità, attenzione e visione, apprezzato ben oltre i confini comunali». Considerando l’impatto strutturale e duraturo di Rosa Gatto sul territorio, la lettera di Pro Familia Svizzera italiana, firmata dalla responsabile dell’Antenna Michela Trisconi, evidenzia come il riconoscimento a questa figura «assumerebbe anche un forte valore simbolico, rendendo visibili nello spazio pubblico della Città temi spesso relegati alla sfera privata: la cura, la nascita, il lavoro genitoriale e l’accompagnamento nei momenti di fragilità».
Il nuovo progetto di Pro Familia Svizzera Italiana rappresenta un’agile forma di sensibilizzazione, graficamente immediata, a favore di una migliore conciliabilità fra vita privata e lavoro. L’obiettivo è di raggiungere attraverso diverse vie il maggior numero di persone possibile. Secondo le nostre interlocutrici è infatti necessario agire a tutti i livelli per far evolvere dal punto di vista culturale l’approccio e la considerazione nei confronti della maternità.
