Mondoverde: specie, ibridi e architetture vegetali dalle regioni calde ai climi temperati
Duemila specie e altrettanti ibridi e cultivar (varietà coltivata) compongono il variegatissimo gruppo delle Begoniaceae e devono il loro nome a Michel Bégon, importante naturalista francese conosciuto con il soprannome di Le grand Bégon. Nato il giorno di Natale del 1638 a Blois, in Francia nella Loira, dopo vari incarichi amministrativi, divenne intendente per le Indie occidentali francesi e nel corso della sua vita si occupò, per hobby, di scoprire e coltivare nuove piante fino ad allora sconosciute, come ad esempio le begonie.
Originarie delle zone calde del mondo, tra cui l’America meridionale e centrale, l’Africa tropicale e il sud est asiatico, nel corso dei decenni, si sono diffuse anche in altre zone – ad esempio l’Europa, adattandosi a climi più rigidi. Caratteristica che le accomuna è quella di avere fiori maschili e femminili sulla stessa pianta, ma con forme e grandezze diverse e per questo definite monoiche.
Le begonie vengono suddivise in tre grandi gruppi in base al tipo di apparato radicale: rizomatose, tuberose e fascicolate.
La Begonia Tamaya o corallina riesce a raggiungere quasi il metro d’altezza, fiorendo tutto l’anno in casa, con boccioli bianchi rosati portati su steli semplici, da tutorare con bastoncini di bamboo poiché si spezzano facilmente. Le foglie, che hanno una forma particolare che ricorda le ali degli angeli, sono verdi puntinate di bianco, molto decorative e ricordano quelle delle Begonia maculata.
Anche quest’ultima ama la vita in appartamento, un’irrigazione leggera, che lascia il terreno umido ma non inzuppato, usando acqua decalcificata (basterà lasciare l’acqua nell’innaffiatoio a riposo per la notte e non usarla tutta) e posizione lontana dai raggi diretti del sole. Alta fino a un metro e cinquanta, è caratterizzata dalle lunghe foglie verde scuro con grossi punti bianchi e fiorellini biancastri o rasati da maggio ad ottobre.
Tra le begonie rizomatose troviamo la B. rex, originaria dell’India: ha foglie molto grandi, cuoriformi e dai bei colori caldi, ricoperte da una leggera peluria per cui è sconsigliabile bagnare le foglie per non farle marcire.
Lisce o frastagliate, le foglie di queste begonie raggiungono i trenta centimetri di lunghezza e hanno giochi di colore che vanno dal verde all’argento, passando per il rosso e il nero velluto. Producono fiori piccoli e bianchi, le si coltiva in vaso da ritirare in appartamento tra settembre e aprile, mentre nei mesi caldi possono esser collocate all’esterno in posizione di ombra o mezz’ombra.
Durano per molti anni e il metodo più semplice per riprodurle è legato alla talea di foglia: basterà appoggiarne una sulla terra, praticare qualche taglio accanto alla nervatura principale e, tenuto il terreno umido, dopo qualche settimana compariranno nuove piantine direttamente dalla foglia madre.
Durante la tarda primavera compaiono nelle fioriere o all’interno di aiuole, le piccole Begonie Semperflorens, facenti parti del gruppo delle fascicolate: hanno foglie lucide, verdi o rosse, e fiori piccoli ma dai colori brillanti; originarie del Brasile, si trattano come piante stagionali, poiché in settembre-ottobre deperiscono con l’arrivo del freddo. Semplicissime nel mantenimento, raggiungono anch’esse i trenta centimetri di altezza e i loro fiori bianchi, rosa o rossi, sbocciano ininterrottamente per tutta l’estate, sia al sole sia a mezz’ombra.
Le begonie tuberose, tra cui anche B. tuberhybrida, hanno non solo le foglie appariscenti, ma anche i fiori, che spesso portano due o più giri di petali. Amano le zone a mezz’ombra, terriccio umido e senza calcio. In inverno entrano in fase di riposo: perdono tutto l’apparato aereo, non devono venir bagnate per qualche settimana mentre a marzo rispunteranno.
Se cercate una specie molto rustica, dalla fioritura vistosa durante tutta l’estate e da lasciare all’aperto, acquistate la Begonia dragon: al sole o a mezz’ombra, con terriccio leggermente acido, cresce rigogliosa ed è chiamata anche begonia gigante poiché crea veri e propri cuscini grazie ai suoi fiori campanulati, raggruppati in grappoli pendenti, rossi, corallo o bianchi, che ben si evidenziano su foglie carnose verde lucido.
