Lega polmonare: l’app di coaching Ready4life offre agli adolescenti consigli e supporto per affrontare meglio le tante sfide poste dalla vita, dalla gestione dello stress al rapporto con i social media, dal gaming alle sostanze che creano dipendenza
La salute e il benessere? Anche un coach virtuale, rappresentato da un avatar, un alter-ego digitale, può aiutare i giovani – garantendo l’anonimato – e fornire loro informazioni e consigli preziosi per non cadere nelle dipendenze e nei comportamenti a rischio, e trovare le risorse indispensabili per superare le difficoltà. La Lega polmonare, in collaborazione con altri enti e associazioni specialistiche, ha creato l’app Ready4life. In Ticino l’applicazione viene attivamente promossa in collaborazione con Radix Svizzera italiana nelle scuole professionali e superiori. Attraverso questa app è possibile mantenere uno stile di vita sano, gestire meglio il proprio stato emotivo, migliorare le proprie capacità comunicative e la gestione dello stress durante il percorso formativo. Ne parliamo con Jocelyne Gianini, responsabile per la Lega polmonare ticinese della promozione e della prevenzione della salute respiratoria.
Signora Gianini, come funziona Ready4life?
L’app si basa su questionari completamente anonimi che esplorano sette ambiti chiave: alcol, tabacco e nicotina, stress, cannabis, movimento, social media e gaming, competenze sociali. In base alle risposte, il sistema fornisce un feedback personalizzato sotto forma di dialogo, aiutando i giovani a riflettere sui propri comportamenti. Quando emergono situazioni critiche – segnalate simbolicamente dal «semaforo rosso» – l’app invita ad approfondire, proponendo informazioni mirate e suggerimenti pratici per sviluppare nuove competenze. In caso di necessità, vengono inoltre indicati servizi di supporto sul territorio, ai quali è possibile rivolgersi in modo confidenziale. Le domande più specifiche vengono inoltrate in forma anonima a professionisti dei settori coinvolti.
Quale rispondenza riscontrate?
Sono in pochi a rivolgere domande specifiche. L’App a livello svizzero è comunque ben conosciuta: nell’anno scolastico 2023/24 è stata scaricata da 5800 giovani, mentre durante l’anno scolastico 2025/26 al momento vi sono già più di 7000 iscritti. In Ticino – il dato finale lo conosceremo solo a fine giugno – stimiamo di arrivare ad alcune centinaia di iscritti.
Veniamo alla diffusione delle sigarette elettroniche, sono loro a conquistare i giovani?
Negli ultimi anni si è assistito a una crescita vertiginosa dell’uso delle sigarette elettroniche, in particolare delle versioni «usa e getta», comunemente chiamate puff/vape, che durante la pandemia hanno conosciuto un vero e proprio boom. La loro diffusione è avvenuta in gran parte tramite piattaforme online, rendendo difficile il monitoraggio e il controllo, soprattutto in un periodo in cui le attività di prevenzione nelle scuole erano fortemente limitate a causa del Covid. Nel 2023 è stata lanciata la piattaforma informativa www.vapefree.info, sviluppata dall’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo in collaborazione con la Lega polmonare ticinese e Radix Svizzera italiana, dedicata a questi prodotti, in continua evoluzione. Proprio per questo la piattaforma verrà aggiornata a breve. L’offerta è ampia e mutevole: sigarette elettroniche di vario tipo, prodotti a tabacco riscaldato, «snus», sacchetti di nicotina ad alto dosaggio e persino gadget aromatizzati. Il mercato si adatta rapidamente alle restrizioni legislative, proponendo alternative che aggirano le prescrizioni legali, senza dimenticare il fatto che questi prodotti non sono praticamente sottoposti ad alcun controllo. Ecco, dunque, che si rivela essenziale rafforzare le competenze di giovani, consentire loro di fare scelte consapevoli, accrescere il loro senso critico perché siano in chiaro sui rischi e le conseguenze provocate dai prodotti nicotinici. E in questo l’app Ready4life si dimostra utile.
Da dove arrivano tutti questi prodotti?
Le sigarette elettroniche, di ogni forma, gusto e colore, provengono essenzialmente dalla Cina e sono prodotti di bassa qualità, caratterizzati da costi di produzione molto bassi. Oggi ci sono pure delle sigarette elettroniche con uno schermo digitale e dei giochini elettronici, per rafforzare ancor più il consumo. Poi ci sono altri cosiddetti «nuovi» prodotti, quali il tabacco riscaldato (vere e proprie sigarette riscaldate ad alte temperature tramite dispositivi appositi), lo «snus» e i sacchetti di nicotina (che contengono dosi molto elevate di nicotina), che sono invece prodotti prevalentemente dalle stesse multinazionali che continuano a dominare il mercato del tabacco. Oggi sono persino in vendita stuzzicadenti imbevuti di nicotina aromatizzata. La strategia dell’industria consiste nel continuare a incentivare il consumo – spesso di più prodotti contemporaneamente – moltiplicando costantemente l’offerta, aromi, gusti e concentrazioni di nicotina sempre più elevate. Le leggi, spesso già deboli, non riescono ad adattarsi con sufficiente rapidità a un mercato in continua evoluzione. Molti di questi prodotti vengono presentati come «meno dannosi» o come strumenti per smettere di fumare. In realtà, sebbene alcuni possano ridurre l’esposizione a determinate sostanze rispetto alle sigarette tradizionali, non sono privi di rischi e mantengono un elevato potenziale di dipendenza.
Preoccupante…
Decisamente. Le sigarette elettroniche possono contenere concentrazioni di nicotina elevate. Inoltre, la nicotina è spesso presente sotto forma di sali, che permettono un assorbimento ancora più rapido della sostanza a livello cerebrale, rafforzando così il potenziale di dipendenza. I dispositivi, sempre più potenti, consentono oggi fino a 20’000 o 30’000 inalazioni («puff») a costi estremamente bassi. Recentemente sono comparsi sul mercato anche prodotti etichettati come «no-nic», che in realtà contengono molecole leggermente modificate, i cosiddetti analoghi della nicotina, capaci anch’essi di generare una forte dipendenza e, per di più, di eludere le restrizioni previste dalla legge.
L’offerta di sigarette d’ogni tipo corrisponde anche a un aumento del numero di fumatori?
Sempre più spesso si osserva un «doppio uso»: sigarette tradizionali ed elettroniche, o altri prodotti ancora, consumate insieme, soprattutto tra i giovani. Gli indici di prevalenza globali (consumo di almeno un prodotto) sono effettivamente in aumento. L’età di inizio del consumo si sta abbassando e l’attrattiva di prodotti facili da nascondere, aromatizzati e tecnologicamente accattivanti rende particolarmente vulnerabili adolescenti e preadolescenti.
