Adrenalina: dopo cent’anni di risalite, gare e attese a Milano-Cortina si competerà nella disciplina dello sci alpinismocon un quartetto rossocrociato in prima linea
Nella settimana che introduce l’appuntamento con i Cinque Cerchi di Milano-Cortina, anche Adrenalina, la nostra rubrica, non poteva esimersi dall’aprire una finestra sulle Olimpiadi. E lo fa portando sotto i riflettori una disciplina che, benché la Svizzera sia un Paese alpino e dove lo sci spopola, alle nostre latitudini è ancora poco conosciuta. E chissà allora se a contribuire a farle fare il definitivo salto di qualità in fatto di popolarità non siano proprio Marianne Fatton, Caroline Ulrich, Jon Kistler e Arno Lietha, ossia i quattro rossocrociati che rappresenteranno la Svizzera ai giochi di quest’anno nello sci alpinismo, sport che, appunto, fa la sua prima apparizione nel carnet dei Cinque Cerchi in questa 25esima edizione delle Olimpiadi invernali.
Andiamo però con ordine: risaliamo… la china e torniamo alle sue origini, per spiegare cos’è lo sci alpinismo, come è nato e, non da ultimo, cosa l’ha portato nell’Olimpo.
Lo sci alpinismo è uno sport nato per muoversi
in montagna che combina più abilitÃ
per affrontare salite e rapide discese
Lo sci alpinismo è sì una disciplina relativamente giovane, ma come sport (non competitivo) di anni sulle spalle ne ha parecchi. Anche parecchi più dello sci alpino che, per certi versi, è una sorta di discendente diretto. Storia dei primi anni del Novecento, quando sulle Alpi fecero la loro comparsa i primi impianti di risalita, che mandarono via via in «pensione» le pelli di foca, le quali, applicate sotto gli sci, fin lì rappresentavano il solo modo di risalire i pendii innevati da cui poi lanciarsi in veloci discese.
C’è chi però, quelle pelli – in seguito soppiantate da strisce realizzate in materiale sintetico (generalmente poliestere) oppure in mohair (una fibra tessile di origine animale con caratteristiche simili alla seta, ricavata dal pelo della capra d’Angora) – ha continuato a usarle. Come Ottorino Mezzalama ed Ettore Santi, che nel primo dopoguerra (nel 1927 per l’esattezza) realizzarono la prima ascensione sciistica di una cordata italiana del Monte Bianco. Sei anni più tardi andò poi in scena la prima competizione agonistica internazionale di sci alpinismo.
Come una delle classiche risalite che contemplano lo sci alpinismo, la strada che l’ha portato nel bouquet delle discipline olimpiche è stata piuttosto in pendenza, se si considera che per arrivare a questo traguardo c’è voluto quasi un secolo. A spianarla ci hanno pensato i Giochi olimpici invernali, gli Eyof, del 2020 che si sono svolti a Losanna. Qui sono stati assegnati i titoli iridati individuali nelle prove classiche e sprint, tanto al maschile quanto al femminile, come pure di staffetta mista a squadre. E sempre qui a mettersi in luce, imponendosi nella gara classica femminile e nella staffetta mista (dove aveva corso assieme a Thomas Bussard, Thibe Deseyn e Robin Bussard) è stata la stessa Caroline Ulrich che ritroveremo fra qualche giorno all’ombra dei Cinque Cerchi. Sicuramente un’ottima premessa per alimentare i sogni e le speranze di vedere la bandiera rossocrociata nella prima pagina dell’albo d’oro olimpico di questo sport…
Quello di Losanna è infatti stato una sorta di ultimo test prima di fare il grande passo: l’anno successivo, ossia nel 2021, il Comitato olimpico internazionale ha infatti deciso di ammettere lo sci alpinismo nel bouquet delle 16 discipline olimpiche di Milano-Cortina 2026. La via che ha permesso agli «eletti» di intascarsi il pass per i Giochi ha preso avvio proprio in Svizzera, e più precisamente nel comprensorio Morgins, che lo scorso mese di marzo ha fatto da sfondo alla prima prova qualificativa: i Campionati del mondo 2025 organizzati dalla Federazione mondale di sci alpinismo (Ismf).
Il responso delle nevi vallesane, ancora una volta, è di quelli che lasciano ben sperare, dato che un’altra atleta del poker rossocrociato che vedremo in azione alle Olimpiadi, la 30enne neocastellana Marianne Fatton, ha chiuso la rassegna iridata con una medaglia d’oro nella prova individuale, e una di bronzo nella gara mista (con Robin Bussard), ossia le specialità in cui si gareggerà sulle nevi di Bormio (dove a livello pratico andranno in scena le prove di sci alpinismo di Milano-Cortina). E proprio a Bormio, Marianne Fatton, in quella che è stata una sorta di prova generale delle Olimpiadi aveva fra l’altro chiuso al secondo posto.
Anche al maschile le premesse sono ideali, considerato che i due elvetici in lizza hanno aperto nel migliore dei modi la stagione di Coppa del mondo di sci alpinismo centrando il primo (Jon Kistler) e il secondo posto (Arno Lietha) nella gara sprint di Solitude, negli Stati Uniti: se il buon giorno si vede dal mattino…

(CAS / Hugo Vincent)
Nella gara sprint, le atlete e gli atleti devono affrontare un percorso breve e vario con salita e discesa su un dislivello di approssimativamente 70 metri. Al primo sprint e salita con gli sci segue un cambio con tratto a piedi e sci fissati sullo zaino. Al secondo cambio si prosegue con gli sci fino al terzo cambio per poi rimuovere le pelli dagli sci e affrontare la discesa fino al traguardo. Ecco perché in questa specialità sono fondamentali la velocità e l’abilità del cambio tra salita con le pelli e discesa. La gara dura circa 3 minuti.
La staffetta mista, invece, è una versione potenziata della gara sprint, in cui i membri di una squadra (una donna e un uomo) gareggiano insieme e compiono per due volte un dislivello di 140-180 metri. La gara dura 40-45 minuti. Nella staffetta mista si parte con una salita con sci ai piedi fino al primo cambio. Lì si rimuovono le pelli dagli sci per affrontare una discesa. Segue il «passaggio sprint», poc’anzi descritto.
Per chi volesse scoprire quest’affascinante disciplina, magari tifando per il poker rossocrociato impegnato alle Olimpiadi, le date da circondare con il pennarello rosso sono quelle di giovedì 19 febbraio, giorno in cui si svolgeranno batterie, semifinali e finale delle prove sprint individuali maschile e femminile, e quella di sabato 21 febbraio, giorno della staffetta mista.

