Il valore delle crepe famigliari

by azione azione
26 Gennaio 2026

Con "Sentimental Value" Joachim Trier firma un film che dopo aver conquistato Cannes e gli EFA guarda ora agli Oscar

È stato il film europeo del 2025, vincitore del Gran Prix al Festival di Cannes e, nelle ultime settimane, del Golden Globe all’attore Stellan Skarsgård e di sei premi EFA, gli Oscar europei, compresi tutti i principali. Ora Sentimental Value del norvegese Joachim Trier corre almeno verso una nomination agli Oscar veri mentre esce in contemporanea nelle sale svizzere e italiane. Una toccante commedia drammatica sulla famiglia che conferma il regista de La persona peggiore del mondo e la sua attrice Renate Reinsve, già diretta in Oslo, 31 agosto e premiata come migliore interprete a Cannes nel 2021.

Scritto, come i precedenti, da Trier con il sodale Eskil Vogt, il film conferma il momento felice della Norvegia dopo l’Orso d’oro di Berlino con Dreams (Sex Love) di Dag Johan Haugerud.

Il cuore di Sentimental Value è in una casa di Oslo costruita dal trisavolo della protagonista e a questa si riferisce il «valore sentimentale» del titolo. All’inizio del film la protagonista Nora (non a caso si chiama come la protagonista di Casa di bambola del drammaturgo Henrik Ibsen) ricorda di aver scritto un tema ai tempi della scuola dedicato a quell’abitazione, immedesimandosi in essa e sentendosi vuota e silenziosa o invasa dai rumori, soprattutto quando i genitori litigavano. Dalla loro separazione sono dipese tante scelte e tante ferite, esemplificate da una marcata crepa nel muro dovuta all’assestamento della costruzione sul terreno instabile. Il passato si riapre alla morte della madre, psicoterapeuta, e la ricomparsa improvvisa del padre regista Gustav Borg (altro cognome non casuale, è quello del professore de Il posto delle fragole di Ingmar Bergman) dopo tanti anni d’assenza.

Nora, attrice teatrale, è turbata dalla sua comparsa, ancor più della sorella minore Agnes cui è molto legata. Il padre, oltre che ancora proprietario dell’edificio, propone alla figlia il ruolo di protagonista nel film che ha scritto e ispirato alle vicende di sua madre, arrestata e torturata per la sua attività anti-nazista e poi suicida quando il figlio era piccolo.

Retaggi familiari e non detti si combinano, grazie a una sapiente scrittura e una messa in scena ispirata, al cinema e all’arte, mostrando come la ricostruzione e la reinvenzione possano aiutare a capire il passato. Al rifiuto di Nora, Gustav affiderà il ruolo alla star americana Rachel, che permetterà di trovare facilmente finanziatori ma farà emergere le contraddizioni nel progetto del regista. Questi voleva recuperare il rapporto con la figlia, che ha sempre apprezzato senza dimostrarglielo, dirigendola in una pellicola molto personale, un po’ come anni prima aveva fatto con Agnes bambina che aveva interpretato il suo lungometraggio più importante. Gustav considera quei momenti tra i più belli della loro vita, ma viene più volte rimproverato dalle figlie: «Però nel resto del tempo con c’eri» gli ripetono, rimarcandone le assenze.

Meno eccentrico del film precedente, Sentimental Value è toccante e coinvolgente, persino a tratti lacerante per quanto non privo di spunti divertenti, esplora la famiglia e il rapporto tra le generazioni (pure il nipotino gioca un ruolo rilevante) trovando una chiave propria, anche se gli insegnamenti di Bergman (e Woody Allen) sono visibili. Il regista si affida alle grandi interpretazioni di Renate Reinsve, Stellan Skarsgard, Elle Fanning e alla novità Inga Ibsdotter Lilleaas. Nel lavoro di scavo tra storia e memoria contribuisce la casa, come in Here di Robert Zemeckis, altro bellissimo film dell’ultimo anno.