Io imparo l’italiano. E mi diverto

by azione azione
19 Gennaio 2026

A colloquio con Joël Rossetti, responsabile del progetto Italiando, che quest’anno giunge alla decima edizione

Italian for Beginners (Italiano per principianti, ndr) recitava il titolo di una simpatica commedia di Lone Scherfig del 2002, e potrebbe calzare a pennello anche per l’offerta di Italiando, programma di apprendimento intensivo della lingua di Dante rivolto a svizzero tedeschi e svizzero francesi. Quest’anno Italiando compie dieci anni (nato nel 2016, si è fermato solo nel 2020 a causa dell’emergenza Covid): ne abbiamo parlato con l’organizzatore Joël Rossetti, impiegato all’Ufficio cantonale dello sport del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e nella direzione della Fondazione Lingue e sport.

Joël Rossetti, come funziona Italiando?
Italiando significa una settimana di immersione totale nella Svizzera italiana. Il programma è rivolto ai giovani tra i 13 e i 20 anni della Svizzera tedesca e francese che vogliono approfondire le proprie competenze della lingua italiana. Sono previste quattro mattinate di lezione per un totale 16 unità didattiche, cui si aggiungono numerose attività sportive e di scoperta del territorio della Svizzera italiana. In altre prole, tutti i pomeriggi e l’intera giornata del mercoledì sono dedicati a gite e attività di varia natura, comprese quelle serali con i monitori. I giovani sono ospitati nel Centro Gioventù e sport di Bellinzona. Per la creazione del format Italiando abbiamo preso spunto da Lingue e sport, che è un modello ticinese nato nel 1980.

Può farci qualche esempio di attività proposta?
Quest’autunno, sfruttando il tempo mite, è stata proposta la barca a vela, poi, oltre alle escursioni, vi è la possibilità di fare tiro con l’arco, arrampicata, maxitramp e molto altro.

Da chi è promosso Italiando?
Dal Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport, grazie al sostegno del Percento culturale e della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.

Come sono ripartiti germanofoni e francofoni?
A livello di statistiche rispecchiamo la popolazione, nel 2025 abbiamo avuto il 62% di partecipanti germanofoni e il 38% francofoni.

In numeri?
Nella prima edizione del 2016 siamo partiti con 179 partecipanti, suddivisi in quattro settimane di campus estivo e due autunnale (sfruttando le vacanze di romandi e svizzero tedeschi). I campi vanno dalla domenica sera al sabato mattina. In queste prime nove edizioni abbiamo avuto un totale di 1768 giovani provenienti da tutta la Svizzera.

Come vengono assegnati alle classi ragazze e ragazzi?
Sono suddivisi secondo il loro livello linguistico. Non sempre gli svizzeri francesi e tedeschi sono separati: dipende dai numeri.

I docenti sono ticinesi?
Sì, sono tutte e tutti docenti di italiano L2, quindi in possesso della qualifica per insegnare l’italiano come lingua secondaria. È un team molto bello, che per lo più si ritrova di anno in anno.

Si cerca quindi di valorizzare l’italianità.
Esatto, dal 2019 il progetto è sostenuto anche dall’Ufficio federale della cultura tramite un bando di concorso al quale ci candidiamo ogni anno. Per noi è fondamentale poiché ci permette di offrire una settimana tutto incluso (vitto, alloggio, lezioni e attività) a 350 CHF.

Sedici ore alla settimana di italiano bastano?
Per una rinfrescata, sì, ma il nostro obiettivo è anche quello di incuriosire i partecipanti, nella speranza che, una volta tornati a casa, scelgano l’italiano come lingua facoltativa. L’italiano non viene parlato solamente nelle lezioni mattutine, ma anche durante tutto il resto della giornata e di sera, grazie al team di monitori che pernotta in loco ed è disponibile 24/24 h. Questo è importante anche per la presenza di numerosi minorenni.

C’è chi ritorna da un anno all’altro?
Sì, abbiamo ottimi riscontri. Chi si presenta più volte, alla seconda o terza partecipazione può già toccare con mano i propri progressi.

Esiste un corrispettivo in Svizzera tedesca e francese di questo progetto?
È un progetto che ci piacerebbe implementare… Sicuramente sarebbe bello se esistesse qualcosa di simile anche per gli italofoni, vista l’importanza delle lingue nazionali. Con la Fondazione Lingue e Sport vengono già proposti dei corsi con lezioni di lingue e altre materie al mattino e attività sportive al pomeriggio, il tutto per il momento però si svolge solo in Ticino. In futuro non è da escludere che l’offerta venga ampliata anche oltralpe.