Buongiorno Laura,
sto vedendo sui social che il tè Matcha spopola tra i vip americani, lo bevono molte attrici perché dicono che fa bene alla salute essendo ricco di antiossidanti e sembra essere più ecosostenibile rispetto al caffè. Ma è vero? Vale la pena sostituire il caffè con questo tè?
Ti ringrazio e saluto. / Elisa
Buongiorno Elisa,
ti ringrazio per la domanda su questo trend. Il tè Matcha è una forma in polvere di tè verde giapponese (Camellia sinensis). Essere fornito in polvere significa che la foglia viene consumata completamente, mentre negli altri tipi di tè, che sono in forma di foglia sciolta, si consuma l’estrazione delle foglie inzuppate. È diverso anche il modo di coltivare il tè verde giapponese: i cespugli sono coperti con tappetini di bambù per ombreggiare le foglie dalla luce diretta del sole per la maggior parte del periodo di crescita. Successivamente, vengono selezionate solo le foglie di tè giovane di alta qualità e immediatamente cotte al vapore per impedirne l’ossidazione. Quindi i loro steli, le vene e le impurità vengono rimosse. Questo processo consente alla pianta di produrre quantità più elevate di aminoacidi e composti bioattivi come la clorofilla e la teanina, conferendo al tè Matcha il suo caratteristico colore verde vibrante e il gusto non amaro. Le foglie vengono poi macinate con un mulino ceramico per produrre una polvere fine, che viene sbattuta con acqua a una temperatura relativamente bassa (70-80 °C) per fare una bevanda cremosa. I nutrienti nel tè Matcha sono ingredienti insolubili al 60-70% come vitamine liposolubili, fibre alimentari insolubili, clorofille e proteine. Mentre gli ingredienti solubili costituiscono il 30-40% che include polifenoli, vitamine idrosolubili, caffeina, fibre alimentari solubili in acqua, aminoacidi, saponina e minerali. Dati i loro processi unici di coltura e raccolta, le concentrazioni di composti bioattivi sono effettivamente più elevate rispetto ad altri tipi di tè verde e al caffè.
Per quel che concerne i benefici alla salute, una meta-analisi pubblicata sull’«European Journal of Nutrition» ha scoperto che gli antiossidanti chiamati catechine presenti nel tè verde aiutano ad abbassare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo LDL («cattivo»). Anche la rutina, un bioflavonoide presente nel matcha, contribuisce a questi effetti. I polifenoli hanno effetti antinfiammatori. L’amminoacido L-teanina, presente nel Matcha, è stato associato a una migliore concentrazione e prontezza di riflessi. Per quel che concerne l’essere ecosostenibile sembrerebbe di sì, perché le piante possono vivere molti anni, richiedono meno acqua del caffè e si usa tutta la foglia nella produzione. Il pericolo della maggiore richiesta a livello globale, però, è che possa spingere a un aumento marcato della produzione, che può comportare pressione sulle terre agricole, potenzialmente deforestazione o conversione di terreni, uso di pesticidi e fertilizzanti ecc.
Detto ciò, per rispondere alla tua domanda se vale la pena sostituire il caffè col tè Matcha , ti posso rispondere che il Matcha contiene caffeina, ma (spesso) meno di una tazza di caffè. Questo significa che può offrire uno stimolo, ma, a quanto pare, non ti dà una «botta di energia» iniziale come il caffè; sembra invece avere più un rilascio costante e lungo di energia durante il giorno. Quindi, se fatichi a svegliarti, il tè non ti dà la sveglia immediata come il caffè. È anche vero però che non si sperimentano neppure gli effetti «collaterali» da caffè come il crollo della caffeina, il nervosismo, la tachicardia, il bruciore di stomaco/reflusso. Il tè Matcha non è, dunque, una «bacchetta magica», non ci sono garanzie di effetti miracolosi, e la qualità della polvere, la quantità consumata e lo stile di vita generale (dieta, sonno, attività fisica) comunque hanno anche loro un impatto.