Videogiochi: mappe distruttibili, classi ripensate e uno shooting finalmente maturo rilanciano la saga diretta concorrente di Call of Duty, facendole vincere la sfida
Sono trascorsi quattro anni dall’ultimo capitolo della saga firmato da Digital Illusions Creative Entertainment (DICE) e pubblicato da Electronic Arts. Stavolta, per il diciottesimo episodio della serie, un’intrigante collaborazione tra DICE, Ripple Effect Studios, Criterion Games e Motive Studio dà vita al nuovo Battlefield 6. La domanda che ci siamo posti è: saranno riusciti a realizzare il tanto atteso Call of Duty killer?
Ci sono bastate pochissime ore di gioco per renderci conto dell’importanza del titolo che avevamo tra le mani. Con il passare del tempo siamo diventati sempre più assuefatti dallo shooting, accumulando numerose sessioni ben oltre quelle strettamente necessarie per redigere queste nostre righe.
In termini di offerta, Battlefield 6 propone le ormai consolidate modalità del franchise quali «Conquista», «Breakthrough» e «Rush». Questa scelta è stata probabilmente dettata dalla volontà di mantenere solida la forte community sviluppatasi nel corso degli anni.
Un’altra caratteristica che contraddistingue questo titolo dalla concorrenza, presente ovviamente anche qui, riguarda le classi: sarà infatti possibile personalizzare il proprio personaggio non solo con le armi preferite, ma anche in base allo stile di gioco adottato. Le quattro classi permettono di avere caratteristiche univoche una volta scesi in battaglia. La prima è l’«Assalto»: specializzato nell’utilizzo di fucili d’assalto (AR), possiede una mobilità maggiore e un iniettore di adrenalina che lo rende più resistente ai danni esplosivi. Poi c’è «Geniere»: specializzato nell’utilizzo di mitragliette (SMG), è abile nel riparare o distruggere i mezzi di trasporto mediante l’uso di lanciarazzi. Quindi troviamo «Supporto»: specializzato nell’utilizzo di mitragliatrici leggere (LMG), dispone di casse di rifornimento e della capacità di rianimare i propri compagni attraverso un defibrillatore. E infine, il «Ricognitore»: specializzato nei fucili di precisione, dispone di un drone per perlustrare la zona e di un sensore di prossimità che individua i nemici a breve distanza.
Queste classi possono essere cambiate più volte durante ogni singola partita; quindi, oltre a creare una profondità strategica, danno un tocco di originalità riducendo la monotonia e mantenendo il gameplay sempre su ritmi altissimi.
Per ultimo, ma non meno importante, le mappe mastodontiche e i mezzi di trasporto tornano a farla da padroni. Se su Call of Duty siamo abituati ai classici «Deathmatch» a squadre da sei contro sei, su Battlefield 6 scendiamo in guerra con scontri 32 contro 32 su larga scala, dove per spostarsi si potranno utilizzare jeep, carri armati, elicotteri, caccia bombardieri e chi più ne ha più ne metta.
Parlando del gameplay, Battlefield 6 offre un’esperienza che non ha nulla da invidiare al suo rivale storico Call of Duty. Se in passato il feeling delle armi era ciò che distingueva negativamente questo titolo rispetto alla concorrenza, per noi tale divario ora non esista più, anzi, ci troviamo di fronte a una valida alternativa per chi desidera giocare qualcosa di nuovo.
Noi ci siamo divertiti veramente tanto giocando a Battlefield 6, sia in single player sia con gli amici in multiplayer, godendoci un gioco di guerra originale che non sia il solito.
E come se non bastasse, a poche settimane dal lancio ufficiale è uscito REDSEC, ovvero il battle royale gratuito accessibile anche a chi non possiede il gioco base; per rendere l’idea, è l’alternativa a Warzone su Call of Duty.
Ed è proprio quest’ultima modalità che ci ha conquistati: REDSEC è una vera ventata d’aria fresca nel mondo dei battle royale. Se come noi eravate abituati a Warzone, qui giocherete qualcosa di assolutamente nuovo grazie a numerosi cambiamenti che rendono l’esperienza unica.
Preferiamo non andare oltre con le spiegazioni così da evitare qualsiasi spoiler, lasciandovi godere l’effetto «wow» della sua originalità non appena ci metterete mano.
L’unica vera nota negativa, che non riguarda solo REDSEC ma che qui si fa sentire di più, è il livellamento delle armi, pressoché impossibile da portare al massimo: dopo circa 130 ore di gioco non possediamo ancora una sola arma interamente livellata.
Dal punto di vista tecnico, il gioco è comunque assurdo, nell’accezione più positiva del termine: ogni veicolo, edificio o infrastruttura è distruttibile, cambiando in tempo reale la mappa di gioco. Per non parlare dei suoni realistici che ti proiettano davvero in guerra. È una delle esperienze più immersive degli ultimi anni per un FPS; molte volte abbiamo pensato di essere in un film di Michael Bay!
Battlefield 6 è un titolo che ci ha stupiti, e da fan della serie di Call of Duty non avremmo mai pensato di dedicarci tutte queste ore. Il gioco è indicato a chi ama gli sparatutto, i giochi di guerra e i battle royale, ma ne consigliamo l’acquisto anche a chi vuole provare un’esperienza nuova e divertente. Voto 9/10.




