L’impegno di Capriasca Ambiente ha permesso di rivitalizzare una zona umida in località Pian di Sotto, luogo pregiato per la riproduzione degli anfibi
In zona Pian di Sotto, attorno ai 1200 metri di altitudine, è tornata a splendere una zona umida d’importanza cantonale. Un luogo particolarmente ideale per la riproduzione di anfibi che qui, dove c’è acqua, trovano condizioni ottimali per deporre le uova in primavera, per mantenere la pelle umida e per regolare la loro temperatura corporea. La conca, da sempre ritenuta preziosa e per questo monitorata negli anni, è situata entro i confini della Capriasca (prima della fusione, nel comune di Bidogno) ma, prima dell’intervento, era stata gradualmente invasa da una vegetazione fin troppo rigogliosa. Betulle, ginestre, rovi e altri vegetali avevano progressivamente conquistato la superficie, togliendole acqua, luce, spazio e quasi soffocandola.
Una situazione divenuta vieppiù precaria e a cui Capriasca Ambiente, associazione particolarmente attenta agli aspetti della natura, ha voluto rimediare, organizzando lo scorso ottobre una giornata di volontariato per ripristinare questo biotopo che nel complesso s’estende su una superficie di circa 2000 m². In accordo con l’Ufficio della natura e del paesaggio, che ha garantito supporto e consulenza, una decina di volontari si sono quindi trovati sul posto per rivitalizzare questo sito di riproduzione per anfibi. È stata tagliata la vegetazione (soprattutto erbe e arbusti, ma anche alcune piante) e si è proceduto scavando nel terreno per ricreare una pozza più capiente, ora circondata da specie caratteristiche delle zone umide, come i «giunchi», ovvero piante del genere Juncus, tipiche di questi ambienti in Ticino e già presenti anche a Pian di Sotto. Con il materiale risultante dallo scavo è stata creata una sorta di piccola barriera naturale, capace di aumentare leggermente le capacità del piccolo specchio d’acqua, che solitamente è di circa 20 x 8 metri e con una profondità attorno ai 30 centimetri. L’apporto idrico è garantito sia dalla falda, sia da un debole deflusso proveniente da una fontana posta nelle vicinanze, che a sua volta capta l’acqua della sorgente circostante.
La giornata è terminata con il rifacimento e il consolidamento della recinzione della zona centrale del biotopo, necessaria per evitare l’accesso agli animali selvatici oppure ai bovini, i quali pascolano d’estate l’area d’alpeggio circostante (e che causerebbero danni all’ecosistema). Nel nuovo scenario che i volontari hanno potuto infine ammirare con orgoglio, c’è stata anche l’apparizione, un po’ a sorpresa dato il periodo autunnale, di alcuni esemplari di Rana rossa (Rana temporaria), che hanno saltellato lungo il biotopo.
L’intervento di Capriasca ambiente, come racconta il suo presidente Fulvio Gianinazzi, rientra in un progetto che l’associazione intende svolgere sull’arco di più anni, volto a recuperare preziosi ecosistemi presenti sul territorio. Ci si dedicherà principalmente alle zone umide che, assieme a golene, paludi, torbiere, stagni, prati estensivi, corsi d’acqua, siepi, boschetti o muri a secco vengono aggruppati sotto la definizione di biotopi: «Nella prima fase ci si è concentrati su questa zona umida e i lavori sono stati possibili anche grazie all’appoggio del Patriziato di Bidogno (proprietario del terreno, che ha avvallato gli interventi) e del Comune di Capriasca (che ha fornito aiuto logistico). Per il futuro abbiamo già individuato, assieme all’Ufficio della natura e del paesaggio, altre superfici di sicuro interesse che potremo rivalorizzare nei prossimi anni, con altre giornate di volontariato e coinvolgendo la popolazione».
Gli oggetti in questione sono prevalentemente d’importanza cantonale e quindi sono già oggi monitorati dal Cantone, che accoglie volentieri iniziative come questa proposta da Capriasca ambiente per interventi di recupero e valorizzazione. Il controllo regolare di biotopi e aree protette è svolto a livello cantonale dall’Ufficio della natura e del paesaggio, il quale si avvale pure dell’appoggio delle Guardie della natura (vedi riquadro in basso), come Ivana Domeniconi Copa, responsabile proprio per la zona umida di Pian di Sotto. «Sono una Guardia della natura cantonale da circa 15 anni – ci spiega Ivana – e attualmente mi occupo di monitorare questo biotopo, oltre a uno sul Pian Scairolo, in località Scairolo Vecchio. Il mio compito è quello di visitare con regolarità gli oggetti che mi vengono assegnati, in modo da individuare eventuali problemi di conservazione, come la presenza di depositi estranei (vegetali o rifiuti), nuove costruzioni, captazioni di acqua, drenaggi, nuovi sentieri, transito di veicoli, segni di fuoco o campeggio, tagli di vegetazione non autorizzati, presenza di piante infestanti non autoctone, pozze prosciugate o animali estranei all’ambiente. I risultati dei controlli vengono in seguito comunicati all’Ufficio della natura e del paesaggio».
