Un giovane e la sua grande avventura jazz

by azione azione
5 Gennaio 2026

Personaggi: intervista a Filippo Valli, giovane sassofonista ticinese, chiamato a rappresentare il Ticinonel festival nazionale Suisse Diagonales Jazz

Ha poco più di 25 anni, ma possiede un suono e una personalità di esecutore di forte maturità ed eloquenza. Sarà perché suona il sassofono da quando ha sette anni: una passione radicata nell’infanzia, che oggi sembra dare ottimi frutti. Con il suo quartetto è stato scelto per rappresentare il Ticino al festival nazionale «Suisse Diagonales Jazz»: si è assicurato così sette date nei principali jazz club della Svizzera interna.

Filippo Valli è senza dubbio una delle più interessanti sorprese che la scena jazz del nostro cantone ci offre attualmente. Tra i giovani jazzisti ticinesi è peraltro uno di quelli che ha un percorso formativo piuttosto particolare. Dopo aver frequentato la SMUM di Lugano, per conseguire il suo Bachelor è partito per Milano e ha seguito i corsi della Civica Scuola Jazz, un istituto con un’impostazione legata alla tradizione jazzistica «classica». Per conseguire il suo Master, invece, si è iscritto alla Jazz Hochschule di Lucerna, una delle accademie più aperte, sperimentali, presenti in Svizzera.

La sua maturità musicale nasce dalla tradizione jazzistica italiana e dall’ apertura sperimentale della Jazz Hochschule di Lucerna

Abbiamo incontrato Filippo Valli di recente, in occasione di un suo concerto tenuto a Jazz in Bess di Lugano, dove si è esibito appunto con il suo quartetto in una sorta di test preparatorio alla futura mini-tournée svizzera. Gli abbiamo chiesto di parlarci della particolare preparazione di strumentista. «Sì, è vero», ci ha confermato, «si tratta di due impostazioni musicali abbastanza diverse: la prima è legata a un modo di considerare il jazz molto italiana, potremmo dire centrata cioè sullo stile dei grandi jazzisti del passato. A Lucerna invece l’insegnamento è molto aperto alle influenze di ogni stile. Questo modo di vedere la musica mi ha allargato gli orizzonti. Ho avuto un’esperienza molto positiva nell’insegnamento di Heiri Känzig, contrabbassista tra i migliori ma anche insegnante veramente speciale».

Il cursus della scuola lucernese contempla in particolare un esame finale in cui il giovane musicista deve mettere in cantiere e realizzare un proprio primo «vero» album. In questo modo è nato dunque il suo disco d’esordio, Parts of Life. «L’ho registrato con alcuni compagni di corso, che sono attualmente membri del mio quartetto. È stata l’occasione in particolare per proporre alcune mie composizioni. Mi piace molto comporre, anche se negli ultimi tempi non ho avuto modo di farlo spesso. Ho diversi progetti in corso e seguire tutto è un po’ complicato».

Oltre la sua attività di solista, in effetti, Valli sta frequentando la Zürcher Hochschule der Künste, in cui si diplomerà in Pedagogia. E, tanto per segnalare altre sue molte occasioni di ingaggio, lo abbiamo potuto ascoltare di recente in Ticino nell’esibizione della «Lugano Jazz Orchestra» e poi, ancora prima, nei ranghi della «Nuova Orchestra Radiosa», un ensemble radunato nel 2024 dalla RSI per celebrare la storica formazione musicale del nostro cantone. «Sono state due esperienze molto simili, e anche legate direttamente tra loro, in fondo. A me comunque piace molto suonare in ambito orchestrale e mi è già capitato varie volte. A Milano, durante la scuola, ho potuto suonare con la Big Band di Enrico Intra e con quella di Paolo Tomelleri; e poi anche qui in Svizzera sono stato chiamato a far parte di varie formazioni».

Va sottolineato che l’esperienza musicale italiana di Filippo Valli è stata sicuramente favorita dai consigli di Gabriele Comeglio, sassofonista di esperienza e docente della SMUM di Lugano. «Gabriele è stato il mio primo insegnante ed è stato lui a consigliarmi di iniziare gli studi a Milano. È un musicista eccellente e soprattutto un ottimo arrangiatore e bandleader. Non a caso gli è stato chiesto di collaborare anche con la Lugano Jazz Orchestra. Gli devo molto dal punto di vista musicale, in particolare per la sua capacità didattica».

Il giovane Filippo Valli fa parte di una nuova generazione di jazzisti che guarda alla storia di questa musica con un occhio molto moderno. I punti di riferimento per lui sono quelli dei grandi esecutori recenti. «Certo, sassofonisti come Charlie Parker sono fondamentali e del resto lo stesso Comeglio, quando ero suo allievo, me lo ha fatto studiare a fondo. Ma per il resto la musica che ascolto e che mi ispira è quella degli artisti più recenti, come Immanuel Wilkins». L’attitudine di Filippo e dei suoi numerosi giovani colleghi è infatti quella di fare riferimento alla schiera di strumentisti che sono cresciuti nel «dopo Miles Davis». Potremmo dire che si sono formati alla scuola dell’esperienze di formidabili solisti come Joshua Redman, Avishai Cohen e Roy Hargrove. «Hargrove è per noi una grande ispirazione. Le sue composizioni si radicano sempre nella tradizione, ma poi prendono il volo verso sviluppi inaspettati. Sono veramente innovative e geniali».

Dopo la prova iniziale e il debutto discografico Filippo Valli sta iniziando dunque la carriera vera e propria del jazzista, che non è certo la professione più semplice, e sarà naturalmente affiancata dal suo impegno come insegnante. Gli chiediamo se non stia pensando alla possibilità di realizzare un nuovo disco: «Per ora no. Bisogna dire che oggi i musicisti si orientano ormai in prevalenza verso le piattaforme online per pubblicare la loro musica e l’idea di registrare dei CD sembra quasi un po’ inutile. Conosco grandi interpreti che nelle loro ultime pubblicazioni hanno una quantità enorme di dischi invenduti. Io stesso utilizzo la formula proposta dal sito Bandcamp, da cui si possono scaricare brani singoli oppure l’intero album, ma soltanto in formato digitale».

Rimandando dunque a quella piattaforma chiunque volesse ascoltare e scaricare la musica di Filippo Valli (filippovalli.bandcamp.com) speriamo di poter ascoltare presto alcune delle nuove composizioni che sta mettendo in cantiere e in cui mostra una vena di autore molto originale. «Sto componendo, nonostante tutto, e con il quartetto stiamo preparando un nuovo repertorio, che speriamo di far ascoltare presto dal vivo al nostro pubblico».