Le codirettrici della premiata associazione Il Tragitto Fabia Manni e Cecilia Testa raccontano la via dell’integrazione
Rafforzare il potere delle donne che giungono in Svizzera da Paesi lontani di agire sulla propria vita, lavorare in rete con enti pubblici e privati per favorire la loro integrazione, aprirsi sempre più al territorio affinché Il Tragitto prosegua nella realtà sociale ticinese. Il Tragitto è sia il percorso delle singole persone, sia il nome dell’associazione che da anni offre a Lugano e Locarno uno spazio di accoglienza, ascolto, socializzazione, formazione e consulenza coinvolgendo donne, uomini e bambini. L’attività ha conosciuto un forte sviluppo rispondendo a un altrettanto marcato bisogno. L’intenso lavoro è stato di recente ricompensato a livello nazionale con il primo premio nella categoria «Empowerment di donne e ragazze» del programma «ici. insieme qui.» per la coesione nazionale e una migliore convivenza in Svizzera, con la collaborazione anche di Impegno Migros.
Gestita sulla base dei medesimi principi di condivisione, l’associazione coglie l’occasione per presentare la sua attività e la nuova sede del Locarnese attraverso l’esperienza delle codirettrici Fabia Manni e Cecilia Testa, incontrate nella sede di Lugano.
È un lunedì mattina tranquillo negli spazi di cui dispone Il Tragitto in una palazzina nel quartiere di Besso, spazi che dal pianterreno (con giardino) sono stati estesi a quello superiore proprio per rispondere meglio alla crescente frequentazione. Un piccolo gruppo di donne partecipa in un’aula a un corso di italiano, mentre per alcuni bambini seguiti da personale specializzato è l’ora dello spuntino. L’accoglienza è a tutto tondo, in modo che, accanto ad attività ricreative che accomunano madri e figli, le prime possano anche staccarsi brevemente dalla prole e seguire come in questo caso una formazione. «In altri momenti della settimana le presenze sono molto più numerose», spiegano Fabia Manni e Cecilia Testa. «Gli spazi che offriamo sono vissuti come una casa, dove ci si ritrova in famiglia, si condividono esperienze e da dove si esce arricchiti e sereni».
Al di là della gratitudine di chi compie un viaggio di crescita e integrazione con Il Tragitto, sono sempre necessarie nuove risorse finanziarie per garantire un’offerta strutturata in aree di intervento complementari e interdipendenti. Il premio nazionale «ici. insieme qui.», dotato di 8000 franchi, rappresenta pertanto un contributo importante anche perché offre alle responsabili la possibilità di essere più creative e reattive nelle risposte ai bisogni rispetto ai finanziamenti di singoli programmi, senza dimenticare la soddisfazione per un’iniziativa che si è distinta fra circa 200 progetti. Assegnati per la prima volta a Zurigo lo scorso mese di novembre, gli ici-Awards costituiscono un’iniziativa di «ici. insieme qui.», programma della Fondazione per la promozione delle lingue e della formazione (Stiftung für Sprach – und Bildungsförderung SSUB) che fornisce fondi e consulenza professionale a progetti locali e regionali che fanno incontrare persone di culture diverse, favorendo la loro partecipazione alla vita quotidiana in Svizzera.
Il programma collabora con diversi enti pubblici legati all’integrazione, fra i quali la Commissione federale della migrazione, ed è sostenuto anche da Impegno Migros. I premi hanno interessato sedici progetti in otto categorie. La parola empowerment, che qualifica il premio ricevuto da Il Tragitto, ben riflette lo spirito dell’associazione, come rilevano le due codirettrici le quali condividono il ruolo con una terza collega, Beatrice Marchesi. Spiegano ad Azione: «Attraverso l’apprendimento e l’incontro con l’altro le donne che giungono in Ticino rafforzano le loro competenze e conoscenze e ne acquisiscono di nuove. Ciò le porta ad avere maggiore fiducia in se stesse e a poter partecipare alla vita sociale della comunità di accoglienza. Alle spalle hanno percorsi migratori diversificati che includono la fuga da Paesi in guerra ma pure il ricongiungimento familiare. La nostra attività è ancora poco conosciuta dal pubblico siccome lavoriamo in via principale nelle nostre sedi pur prevedendo con regolarità uscite accompagnate a eventi organizzati sul territorio. Nel Luganese abbiamo ad esempio instaurato una collaborazione con la Cascina di Sorengo (casa aperta alla popolazione quale luogo d’incontro e di socializzazione) che ci offre l’opportunità di aprirci ad altro. I nostri punti d’incontro sono situati nei centri cittadini e sono accessibili con i mezzi di trasporto pubblico per facilitare la partecipazione, libera e spontanea».
Per Il Tragitto, che nasce nel 2010 già con il focus sull’integrazione e la prima infanzia diventando associazione sette anni dopo, il 2025 segna una tappa importante grazie alla nuova sede locarnese. Lo scorso 9 dicembre è stata infatti inaugurata l’attività a Villa Ginia a Minusio. L’edificio dispone di tre piani con molteplici locali e di uno spazio esterno. Per le nostre interlocutrici si tratta di un nuovo punto di partenza. «A Lugano abbiamo potuto osservare cosa significa passare da una piccola sede (a Cassarate) a spazi più confortevoli e idonei. Questi permettono di svolgere meglio le attività, di accogliere più persone e di intensificare le collaborazioni. A Locarno la sede è stata aperta nel 2020, anno caratterizzato dalla pandemia con tutte le restrizioni del caso, ma con esigenze molto presenti alle quali ci era stato chiesto di rispondere. Anche a Locarno si è registrata una forte crescita delle presenze, per cui la nuova sede ci aiuterà a migliorare l’accoglienza. Siamo grate ai proprietari della Villa, sensibili al tema dell’integrazione e disponibili nei confronti delle nostre esigenze». La nuova sede offre quindi l’opportunità di estendere le collaborazioni grazie appunto alla disponibilità di spazi, opportunità che la direzione intende vagliare con cura per capire in quale direzione sviluppare il proprio lavoro e secondo quali priorità. Nato promuovendo attività di gruppo, Il Tragitto ha inserito negli anni la consulenza sociale individuale avendone constatato l’esigenza, mentre la genitorialità da parte sua è diventata un tema trasversale alle altre aree di intervento, sviluppando anche un progetto rivolto soprattutto all’esterno come GenitorInsieme per affrontare uniti, con il sostegno di specialisti, le sfide della crescita dei figli. Questo lavoro viene svolto, come menzionato, da una direzione formata da tre professioniste in ambito sociale e dell’animazione socio-culturale. L’équipe nel suo insieme conta una ventina di collaboratrici impiegate a tempo parziale per complessive cinque unità lavorative e circa una ventina di volontarie. Alcune lavorano in entrambe le sedi e le componenti della direzione sono pure loro attive sul campo, scambiandosi inoltre le responsabilità dei diversi settori. Un approccio, come affermano loro stesse, caratterizzato da una certa complessità compensata però da altrettanta ricchezza scaturita da un continuo confronto.
La soddisfazione delle collaboratrici è racchiusa nelle loro parole riportate nell’ultimo rapporto annuale. Il Tragitto è considerato come «un luogo che sa essere accogliente, dinamico, solidale» o ancora «un luogo comunicativo, attento e affidabile». La ricchezza della multietnicità, del contatto con nuove culture, dell’incontro fra i vari ambiti di azione, come pure «la fiducia e la condivisione che si costruiscono sia con le partecipanti sia all’interno dell’équipe» sono prove di un impegno stimolante e condiviso. Cosa rappresenta invece Il Tragitto per le partecipanti? «Torno a casa più ricca di prima», «Qui si vive come se fosse una famiglia, una grande famiglia, sia con le donne che con chi lavora qui!», «Arriviamo da tutto il mondo e ognuno insegna qualcosa, anche se piccola piccola!». Sono alcuni estratti delle testimonianze che si possono leggere nel rapporto annuale di due anni fa. Ci sono sentimenti, emozioni, soddisfazioni. Come quando si completa un corso (di italiano, inglese o cucito) o si cucina un piatto della propria tradizione per la festa dell’associazione. Quest’ultimo aspetto è ora ulteriormente valorizzato attraverso la pagina Instagram @il_tragitto_in_cucina. Sfruttare ogni mezzo e ogni occasione per valorizzare le competenze delle partecipanti rappresenta per Il Tragitto un filo conduttore nel percorso che ogni persona compie in massima libertà e seguendo il proprio ritmo.
Chi frequenta le sedi da più tempo viene integrato nella gestione e nell’accoglienza, facilitando l’inserimento delle nuove arrivate. Il Tragitto è un crocevia di donne, bambini, culture. L’obiettivo è rendere le prime autonome e serene nella realtà sociale del Paese di accoglienza. Grazie al recente premio per questo impegno Il Tragitto è valorizzato come ente nel suo insieme al di là dei singoli progetti che sviluppa.
