Viale dei ciliegi

by azione azione
29 Dicembre 2025

Gaya Wisniewski, Natale a casa di Anja (traduzione di Chiara Carminati), Marameo (Da 4 anni)

È come se fossimo invitati anche noi, a casa di Anja (Chnourka nell’originale, che per il pubblico italofono forse suonava un po’ ostico), sfogliando queste pagine che l’artista belga Gaya Wisniewski dedica ancora una volta, dopo la prima storia, intitolata semplicemente Anja, all’atmosfera invernale. Qui, in aggiunta, c’è anche l’atmosfera natalizia. Aprendo il libro, apriamo, in un certo senso, anche la porta della casa di Anja, al limitare della foresta. Anja è una bimba che trascorrerà il Natale nella sua casa, con i suoi amici animali, ma noi lettori entriamo in medias res, i personaggi sono già lì, non ci vengono presentati, non ne sappiamo nulla di più – Anja che bimba è? Abita da sola? – né lo sapremo mai, e il bello è proprio questo, tutto viene raccontato come fosse la cosa più naturale del mondo, ed è così, perché varcare la soglia della casa di Anja è come varcare la soglia del mondo magico dell’infanzia. Queste ambientazioni ricordano un po’ quelle di Anne Brouillard, tra l’altro anche lei belga, con il suo Pikkeli Mimù, un bambino che vive da solo in una casa nel bosco, e Killiok, una creatura animale che sembra un cane, anche in questo caso in inverno, con boschi innevati e interni domestici pieni di calore. Come la Brouillard, anche la Wisniewski nasce come illustratrice, e nonostante abbia scritto anche i testi, sono le immagini a dirci le cose essenziali.

«Anja e i suoi amici erano rientrati a casa il giorno prima. L’avevano trovata congelata, come se si fosse intorpidita per il freddo. Tomek aveva acceso subito un bel fuoco nella stufa del salotto. Emil e Zak si erano dedicati alle camere: bisognava tirare fuori trapunte calde…». Che Tomek sia un alce, Emil un uccello e Zak un orsetto, sono le illustrazioni a dircelo; le parole invece, pur non esigue, non lo esplicitano, e lasciano che siano le immagini a darci il senso della storia, il contesto, il modo intimo di abitare l’ambiente. Anja e i suoi amici animali (ce ne saranno anche molti altri) si preparano al Natale, e le immagini di interni ci fanno sentire il calore del fuoco e le fragranze dei cibi, mentre le immagini di esterni ci portano l’aria frizzante e il profumo dei pini. La storia è tutta qui, ma è come se partecipassimo anche noi all’allestimento della casa, alle uscite nella neve, alla preparazione delle varie stanze, e soprattutto ai preparativi del Natale. Ma che senso ha il Natale, si chiedono i due ricci, che non l’hanno ancora mai vissuto. «Il piacere di stare insieme e di condividere ciò che si ha», sussurra uno degli animali. Il significato di questa storia è forse tutto qui, nel saper condividere e prima ancora nel saper aprire la porta per accogliere al caldo chi arriva dal gelo, «sfidando la bufera», per il piacere di stare insieme.

Andy Shepherd-Sarah Warburton, Il drago di neve e la consegna di Natale, Gribaudo (Da 5 anni)

Andy Shepherd è un’autrice britannica dotata di grande sense of humour e brillante capacità di scrittura, come testimonia la sua serie best seller di romanzi sui draghi, tradotta in 23 lingue, il cui primo volume è Il ragazzo che coltivava i draghi. L’io narrante della serie è Tomas, che un bel giorno nell’orto del nonno scopre una pianta che fa strani frutti. Tomas ne coglie uno e se lo porta in camera, e dopo un po’ dal frutto uscirà un cucciolo di drago! Gestirlo non sarà facile, anche perché, dopo quel drago, ne arriveranno molti altri, ma la famiglia di Tommi resta unita e fa fronte a tutto, senza perdere il sorriso.

Anche noi lettori sorridiamo parecchio leggendo questi libri, e non smettiamo di farlo ora, con questa nuova uscita che però è un albo illustrato ed è rivolta a lettori più piccoli. Protagonisti sono sempre Tomas e la sua famiglia (una di quelle famiglie che «stanno unite e incollate come le crostate appiccicose della nonna») e naturalmente il loro esagitato stuolo di draghi. Qui però il tema è il Natale e protagonista è un piccolo drago che invece di soffiare fuoco sputa fiocchi di neve. Bella la neve, ma con questo draghetto ce n’è fin troppa! E non sarà facile andare in giro a consegnare i regali con la carriola del nonno. Ma se invece della carriola usassero un bel carro di ghiaccio? E se invece di spingerlo a piedi, si facessero aiutare dalle ali dei draghi? Quel carro di ghiaccio pieno di doni che sfreccia nel cielo assomiglia molto alla slitta di Babbo Natale, e forse a Babbo Natale potrebbe venire una bella idea per dare un po’di riposo alle sue renne…