Il racconto di un viaggio dalla Somalia al Ticino
Aveva 8 anni quando suo padre di notte la abbandonò, lontana dalla sua casa di Belet Uen, in un grande piazzale con tanti altri bambini insieme ai quali fu caricata su un autobus-carcassa che la portò dalla Somalia, dove era nata, al Kenya.
Inizia così lo straziante e incredibile viaggio di Ruun Cali che la porterà, ancora giovanissima e per puro caso, fino a Ginevra e da lì in Ticino, dove ora lavora come cuoca in un raffinato ristorante della Leventina. Ora questo viaggio è raccontato dalla stessa Ruun Cali in un libro edito da iet e intitolato Portata dal vento. Il mio cammino da Mogadiscio ad Airolo. La testimonianza di questa giovane donna non lascia indifferenti, a tratti è molto toccante soprattutto nella prima parte del libro dove descrive le sue peregrinazioni in Africa e in Arabia Saudita, mentre nella seconda parte ci fa entrare nel «sistema-asilo» del nostro Paese.
Il racconto è sincero e a volte quasi troppo asciutto, così che al lettore resta la voglia di scoprire altri particolari, altri risvolti di una vicenda che, a chi è nato nella parte fortunata del globo, sembra al limite dell’inverosimile. Come si sopravvive a vicende così dure? Come si riesce ad andare avanti con la fiducia nel domani? E addirittura aiutando altre persone che continuano a vivere nell’incertezza della Somalia? A queste domande Ruun Cali risponde con le sue parole semplici eppure forti, piene di umanità e anche di un certo humour che a sprazzi traspare.
Ritorna spesso nelle pagine di Portata dal vento la fede, sostenuta dalla lettura del Corano, e la gratitudine verso alcune persone incontrate lungo il cammino. «Se sono qui – scrive nei suoi ringraziamenti Ruun Cali – è anche perché durante la mia lunga peripezia ho incontrato persone meravigliose. Si sono prese cura di me, guarendomi dalle malattie e dagli incidenti subiti o aiutandomi con le loro parole di conforto a ritrovare la forza mentale e fisica per tenere duro e continuare ad andare avanti».
Il libro è una storia di vita e di sopravvivenza, certo, ma soprattutto una storia di gesti di solidarietà umana di tante persone che anche in Ticino hanno affiancato la giovane donna durante gli anni di apprendimento della lingua, di lavoro, di apprendistato e ora di aiuto umanitario. Un libro necessario per capire un po’ meglio chi da noi arriva portato dal vento.
