Il gentleman trovato cadavere nel Mare del Nord

by Claudia
25 Settembre 2023

Chi era l’uomo ripescato senza vita nel 1994 al largo dell’isola tedesca di Helgoland?

Ma lei chi era, sir, anzi chi è? L’hanno trovato ma ancora lo cercano, e intanto son trascorsi 29 anni da quell’11 luglio 1994 quando il personale di una nave della polizia marittima avvistò in acqua un corpo nei pressi di Helgoland, nel Mare del Nord. Operazioni di recupero, constatazione di decesso e prime indagini, prime ipotesi. E dunque, non un suicidio, per l’elementare presenza sia alla testa sia al torace di plurime, reiterate ferite cagionate da un oggetto, forse un bastone. Di conseguenza un omicidio, sì, ma datato nel tempo poiché quelle ferite risalivano almeno a sette mesi prima, si pronunciò sicuro il medico legale. E un delitto che non riguardava il personale di qualche nave mercantile avendo la vittima, di sesso maschile, un abbigliamento non certo da cambusa; e nel processo di osservazione di quegli abiti, rimasti quasi intonsi per motivi parimenti rari e misteriosi, la geografia conduceva all’Inghilterra in quanto le scarpe erano state realizzate a mano da un calzolaio di Bristol, ma in realtà conduceva anche alla Francia dove sorgeva la sartoria che aveva confezionato i pantaloni di colore blu navy, e invece no, passo indietro verso la prima opzione per via del logo d’un club britannico sulla cravatta…

Helgoland è un’isola della Germania in alto sulla mappa europea, nel Mare del Nord, in una centrale posizione geopolitica. Mille abitanti, condizioni di vita dure, di pieno isolamento che pertanto, a seconda dei punti di vista, può regalare anche protezione. Di più, e non per una mera questione di rima: illuminazione. Difatti lì si ritirò Werner Heisenberg, fra i padri della meccanica quantistica ben narrato nel libro, dal titolo pragmatico (Helgoland) essendoci di mezzo degli scienziati, scritto dal fisico Carlo Rovelli. Ma a maggior ragione, in concomitanza e in raffronto con i grandi progressi del genere umano su argomenti d’infinita complessità, e beninteso col profondo rispetto verso la polizia germanica titolare del caso, possibile mai che nessuno sia venuto a capo dell’uccisione di quel sir così ben vestito? Ci soccorra un dato consolatorio: ovvero che forse mai come in altri cold case al mondo, insieme agli investigatori tedeschi lavorino psicologi, docenti, ricercatori, e che una stazione di polizia, nella fattispecie quella di Wilhelmshaven, sulla terraferma e con giurisdizione su Helgoland, mantenga un contatto diretto con le università inglesi di Staffordshire e Plymouth affinché ogni possibile conoscenza, ogni mezzo tecnologico della criminologia e della criminalistica sia impiegato per estrarre da quel cadavere il massimo dei dettagli. Insomma, l’inseguimento della verità, o quantomeno una sua parte dirimente, risulta perfino un’ossessione. Ma lei chi era, sir, anzi chi è?

Una seconda autopsia aveva escluso collegamenti con la Francia quale area di nascita e aveva mantenuto quelli con l’Inghilterra aggiungendo una terza nazione, l’Australia. I ripetuti appelli attraverso i canali social ai cittadini per agganciare eventuali familiari, conoscenti, colleghi, salvo le risposte di sparuti e prevedibili mitomani avevano e hanno determinato il seguente risultato: zero. Abbiamo domandato ai titolari del fascicolo le prossime mosse tecnologiche, che tanto ci saranno per forza, e siamo stati invitati ad attendere, a conferma per appunto che ulteriori invenzioni verranno generate. Già è considerevole la progressiva stesura di un identikit che ci permette di osservare un uomo dal viso allungato – in linea col resto del corpo, alto non meno di un metro e novanta – una fisionomia regolare, se vogliamo comune, priva di evidenti caratteri distintivi, una sorta di eleganza diffusa dai lineamenti, i capelli trattati da un barbiere, il mento fresco di rasatura come le guance, una persona che parrebbe tenesse molto alla cura di sé. Una persona che qualcuno aggredì con insistita violenza in preda alla rabbia feroce, magari mosso dagli istinti primitivi di una vendetta impossibile da rimandare, con l’incipit della scena del crimine ambientata su di una nave di lusso carica di prestigiosi passeggeri.

A meno che il delitto non sia avvenuto a bordo di niente e che il mare sia stato soltanto il luogo scelto per liberarsi del cadavere. Ma allora, ritenendo oltre la lucida follia la volontà di percorrere miglia e miglia e ancora miglia garantendosi un punto appartato per buttare in acqua il sir, e dovendo per forza battezzare Helgoland, nelle vicinanze, come ipotetico scenario dell’omicidio, si sappia che, nell’arcipelago, le esplorazioni degli agenti non produssero nemmeno un flebile sospettato. Sicché, punto a capo. Ma in ogni modo, concesso tutto, permane inspiegabile il silenzio assoluto su mancate denunce di sparizione, cioè un uomo, il quale dagli abbigliamenti lasciò capire d’avere una posizione sociale, un impiego, una rete, che d’improvviso se ne andò e fu come se non fosse esistito. A meno che costui non fosse una spia, di quelle che davvero scompaiono non lasciandosi dietro alcun legame. Relativamente a quel periodo storico, dall’inizio del 1994 al successivo luglio – ricordate, il delitto risaliva a sette mesi prima – in Europa non risultarono morti ignote correlate con le coordinate del sir, e se è per questo neanche in Australia.

L’isola di Helgoland, da sempre, pure prima dei pernottamenti del genio Werner Heisenberg, coincide con il soggiorno di disparati personaggi che si sistemano in una casetta ivi trincerandosi certi che attorno nessuno li disturberà: arrivano, sostano, ripartono. Il nostro uomo possedeva dei segreti? Ma quali? Finanche con i massimi ricercati per antonomasia, i latitanti della criminalità organizzata, vale il principio secondo cui non esistono gli introvabili ovunque essi siano, ché l’importante è avviare le (vere) ricerche. E però, il sir dagli abiti sartoriali supera questa legge. Egli è imperscrutabile. Fermatevi sul suo primo piano. Ebbene forse sta per concedere un sorriso, forse lo reprime, o forse ci sfida, con quella sua bocca piccola che sembra, davvero, sul serio, sigillata manco fosse lui il killer.