Sempre più vicini e armati

by Claudia
8 Maggio 2023

Stati Uniti e Corea del Sud ribadiscono un’alleanza che punta sulla deterrenza nucleare mentre la minaccia nordcoreana avanza

Del viaggio del presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol a Washington, sui giornali, si è parlato soprattutto per via di un episodio avvenuto durante la cena di Stato che il presidente USA Joe Biden ha offerto in onore dell’alleato asiatico. Durante i saluti, Yoon ha intonato la celebre canzone di Don McLean del 1971 American Pie, nell’ilarità generale. Ma quel brano, e quella situazione all’apparenza allegra e spensierata, nascondeva anche un messaggio politico: America e Corea del Sud non sono mai state così vicine, i loro rapporti bilaterali non sono mai stati così amichevoli.

Due settimane fa Yoon Suk-yeol ha fatto il suo primo viaggio ufficiale a Washington dalla sua elezione, avvenuta nel maggio del 2022. La guerra in Ucraina era già iniziata, ma in pochi mesi Yoon, conservatore populista, il primo a diventare presidente in Corea del Sud senza avere alle spalle una carriera politica – prima di candidarsi faceva il magistrato – ha cambiato gran parte della direzione della politica estera sudcoreana, che con lui è diventata un pezzo fondamentale dell’alleanza occidentale contro le autocrazie, soprattutto contro Russia e Cina. Tutto il contrario del suo predecessore, il democratico Moon Jae-in, che per 5 anni aveva lavorato all’apertura con la Corea del Nord e alle alleanze occidentali.

«La guerra contro l’Ucraina è una violazione del diritto internazionale. È un tentativo di cambiare unilateralmente lo status quo con la forza», ha detto Yoon durante un discorso di un’ora al Congresso degli Stati Uniti. «L’esperienza della Corea ci mostra quanto sia importante per le democrazie sostenere la solidarietà. La Corea sarà solidale con il mondo libero». Fino a oggi Seul ha sostenuto la difesa dell’Ucraina dando finanziamenti, ma anche con uno stratagemma: vendendo armamenti alla Polonia che poi donava all’Ucraina le armi appena sostituite. Alla vigilia del viaggio di Stato in America, però, Yoon ha aperto alla possibilità di consegnare direttamente a Kiev armi offensive, e a quel punto il gioco delle alleanze e il ruolo della guerra in Ucraina che coinvolge direttamente anche la regione dell’Indo-Pacifico è stato chiaro. Il Cremlino, infatti, a questa ipotesi ha replicato minacciano di armare la Corea del Nord.

Per la Corea del Sud, la minaccia nordcoreana e l’incredibile avanzamento degli armamenti, anche nucleari, del regime della Corea del Nord sono diventati da tempo una minaccia concreta e visibile. A metà aprile Pyongyang aveva già effettuato almeno 11 lanci missilistici, compreso il test di un nuovo missile balistico intercontinentale a combustibile solido. Al di là dell’immagine di un’alleanza che sopravvive nel tempo e definisce il perimetro del multilateralismo globale, durante il viaggio di Yoon alla Casa Bianca la parola chiave è stata solo una: nucleare. La nuova alleanza strategica e di difesa svelata alla fine dei bilaterali tra i due presidenti riguarda infatti le armi atomiche: «Un attacco nucleare da parte della Corea del Nord contro gli USA o i suoi alleati e partner è inaccettabile e comporterà la fine del regime che dovesse intraprendere tale azione», ha detto Biden, con un chiaro riferimento anche alle minacce russe. Il piano di deterrenza nucleare prevede che per la prima volta da decenni i sottomarini americani dotati di armi atomiche attraccheranno in Corea del Sud, e saranno aumentate le esercitazioni militari e l’addestramento congiunti, per dare il via a una risposta «rapida, schiacciante e decisa» in caso di attacco nucleare da parte della Corea del Nord.

La cosiddetta «Dichiarazione di Washington» funziona per aumentare la deterrenza contro il regime di Pyongyang, ma è servita strategicamente anche per placare un dibattito che va avanti da diversi mesi in Corea del Sud: se prima era un tabù, oggi sempre più politici sudcoreani auspicano che il Paese si doti di armi atomiche per potersi difendere da soli, e non dover essere più dipendenti dall’ombrello nucleare americano. Ma, secondo diversi esperti, una decisione di questo tipo rischia di innescare un meccanismo di corsa agli armamenti difficile da fermare.

Subito dopo la «Dichiarazione di Washington» tra Yoon e Biden, Kim Yo-jong, la potente e influente sorella del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, ha fatto sapere che, con il loro nuovo accordo, Corea del Sud e America hanno «confermato l’ostilità dei governanti e dei guerrafondai militari di Washington e Seul nei confronti del nostro Paese». «Più i nemici mettono in scena esercitazioni di guerra, più mezzi nucleari dispiegano nelle vicinanze della penisola coreana», ha dichiarato Kim, «più forte diventerà l’esercizio del nostro diritto all’autodifesa in modo direttamente proporzionale». Da qualche mese, secondo gli osservatori coreani, si sarebbero conclusi i preparativi per il settimo test nucleare della Corea del Nord, un evento che aumenterà ancora di più le tensioni nell’area del Pacifico. Da quando è iniziata l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia, Mosca e Pechino proteggono politicamente la Corea del Nord in tutte le piattaforme internazionali, e soprattutto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, impedendo nuove condanne e nuove sanzioni economiche. L’alleanza delle autocrazie si basa su un patto molto chiaro di difesa reciproca e di opposizione alle azioni occidentali. Le azioni per contenere l’aggressività del regime di Pyongyang da parte della comunità internazionale sono sempre più limitate.