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Punteggiatura ambigua

Giochi di parole - Quando dire «ho voglia di mangiare Maria» può diventare sospetto…
/ 20.03.2017
di Ennio Peres

Anche se non sempre ci si riflette, il significato di una frase può mutare sensibilmente, a causa di un segno di punteggiatura, omesso, aggiunto o spostato.

A tale riguardo, è proverbiale il responso dell’oracolo di Delfi, tramandato dai Romani: «Ibis redibis non morieris in bello». In base alla posizione di una virgola, quella frase poteva essere interpretata come: «Ibis, redibis, non morieris in bello» («Andrai, ritornerai, non morirai in guerra»), oppure come: «Ibis, redibis non, morieris in bello» («Andrai, non ritornerai, morirai in guerra»).

Come si vede, la scelta della punteggiatura giusta può essere una questione di vita o di morte…

Un altro celebre esempio riguarda la genesi del motto: «Per un punto Martin perse la cappa» («Per poco, non è stato raggiunto un obiettivo»).

Questa frase deriva da un aneddoto del XVI secolo, in base al quale il monaco Martin, abate del monastero di Asiello, non divenne priore perché sulla porta del convento, volendo scrivere «Porta patens esto nulli claudatur onesto» («Stia aperta la porta, non si chiuda a nessun uomo onesto»), mise un punto dopo la parola nulli, e la scritta assunse il significato di: «La porta non si apra per nessuno. Si chiuda per l’uomo onesto».

A parte tutto, siccome un segno di punteggiatura non costa niente, a mio avviso è opportuno usarlo ogni volta che si rischia di generare dei fraintendimenti, come nei seguenti casi (meno drammatici dei precedenti…).

«Ho voglia di mangiare Maria» – «Ho voglia di mangiare, Maria».
«Ho visto un orso in fuga con il tuo binocolo» – «Ho visto un orso in fuga, con il tuo binocolo».
«È un ragazzo povero di rilevante inventiva» – «È un ragazzo povero, di rilevante inventiva».
«Ho assaggiato un piatto cinese bollito con le bacchette di legno» – «Ho assaggiato un piatto cinese bollito, con le bacchette di legno».

Qui di seguito, sono riportati alcune frasi di vario genere. Cercate di individuare quali tra queste possiedono un significato che può mutare sensibilmente, per la soppressione, per l’aggiunta, o per lo spostamento di un segno di punteggiatura.

1. «Non sopporto i rompiscatole come te» (Non tollero i seccatori, del tuo rango).
2. «È un libro rivestito in pelle d’uno scrittore del Seicento» (È un libro rivestito con la pelle d’uno scrittore del Seicento).
3 «Non renderti ridicolo per piacere» (Non renderti ridicolo, con la speranza di farti apprezzare).
4. «Lei ragiona come quel citrullo, non riesce proprio a capire» (Lei ragiona come quel citrullo, non è proprio in grado di capire).
5. «L’Italia battuta, la Germania è Campione del Mondo» (La Germania, sconfitta l’Italia, ha conquistato la Coppa del Mondo di Calcio).
6. «Quei gioielli sono troppo cari per Diana» (Quei gioielli costano troppo, per le risorse di Diana).